Festival delle Scuole 2019

Festival delle Scuole 2019

Sabato 18 maggio 2019

Symposium | ore 15.00
Liceo Statale D. Berti di Torino
Vàsame | ore 15.00
Liceo Scientifico Statale G. Salvemini di Bari

La notte in cui restammo tutti svegli | ore 21.00
Liceo Scientifico A. Righi di Bologna 2° gruppo
 

posto unico € 8,00

Symposium
Liceo Statale D. Berti di Torino
con Eleonora Andreone, Francesca Beroggio, Giulia Calvi, Veronica Carucci, Simona Chilà, Rebecca Costantino, Andrea Crivoi, Andrea D’Antona, Simona Esta, Matilde Fantolino, Sofia Ferrero, Stefano Fina, Irene Giagnoni, Giulia Gullo, Edoardo Marchisio, Gianmarco Maffione, Giorgia Maza, Aida Ndiongue, Marta Pastore, Marta Pastore, Chiara Romano, Gaia Santangeli, Antonio Tripodi
regia Paolo De Santis

La freccia e l’arco appartengono da sempre all’immaginario archetipico di Amore. Dalla forza di tale suggestione, muove il lavoro di un gruppo di giovani adolescenti che riflettendo sul momento fatale dello scoccar della freccia, si ritrova attorno a una tavola, teatro dei loro discorsi amorosi. L’eco del Simposio di Platone, la tavola più antica che si ricordi in cui si parlò d’amore, risuona ancora nelle parole dei ragazzi: pare che “All’origine di tutto ci fosse il Caos, poi ci pensò Eros a sistemar le cose” …  Anche oggi regna il Caos… E tu Eros, dove sei? Nei tempi aridi dell’oggi, una riflessione sull’Amore quale motore universale dell’umanità e al tempo stesso sul valore aggregativo della tavola, affinché questa torni ad essere luogo sociale privilegiato di confronto e dialogo su temi vitali intorno a cui il livello dello scambio, quando questo avviene, manca spesso di ascolto reale o resta sulla superficie del virtuale.

Vàsame
Liceo Scientifico Statale G. Salvemini di Bari
con Alessandra Bonavita, Sara Buonamico, Andrea Caldarulo, Nicola Antonio Corallo, Andrea Donà, Maria Guglielmo, Gianluca Lopedota, Pierpaolo Mallardi, Daniela Minunno, Sara Pavone, Alessia Pizzi, Francesca Serena Ranieri, Giorgia Rita Sciacovelli, Francesca Vilella
regia Anna Garofalo, Rocco Capri Chiumarulo

Voci femminili che raccontano le loro storie, ma la loro vitalità e la vivacità dei loro dialoghi nascondono una verità drammatica: sono voci di persone morte, testimonianze che giungono da un altrove o da un altro tempo per chiedere giustizia o semplicemente per raccontare una realtà occultata o dimenticata. Corpi fasciati nell’abito più bello che si possa immaginare, ma che subiscono l’oltraggio del disprezzo – prima ancora che della violenza – fino a rimanere annientati nella loro nudità. Parole d’amore, di passione o di tenerezza, che dicono la felicità o la vita bella, ma che si trasformano in insulti e in sentenze di condanna di morte. L’ingenuità infantile, fiduciosa e sognante, di donne bambine, rovesciata nella irrisarcibile disillusione di schiave o di vittime dilaniate. È tutto costruito sull’antitesi e sul gioco ossimorico questo spettacolo in cui ogni elemento, dalla tessitura cromatica alla trama musicale agli oggetti sostitutivi, oscilla tra poli opposti: il bianco è giustapposto al nero, la melodia sconfina nel lamento, la dissonanza di sonorità primordiali insidia l’armonia, le caramelle sono pietre e i veli da sposa fanno presto a diventare rifiuti. E forse è solo nella coesistenza del femminile e del maschile che risiede l’unica possibilità di scampo: nell’incontro di due complementari modi di sentire, nel dialogo tra due sensibilità che si completano. «Un due che non si può dividere con niente», come recita un famoso verso di Erri De Luca. Un “due” che può trovare la propria unità nella medesima domanda di tenerezza e di dolcezza: Vàsame.

La notte in cui restammo tutti svegli
Liceo Scientifico A. Righi di Bologna 2° gruppo
con Cecilia Biscarini, Dario Boldrini, Caterina Bonini, Micaela Broccoli, Elena Busacchi, Nicolò Campari, Maria Vittoria Capano, Clelia Carati, Anna Caretti, Gloria Casano, Samuele De Iola, Davide Giovannini, Ilaria Girotti, Federico Malpezzi, Giulia Menchetti, Greta Monzini, Massimiliano Naldi, Alessandro Nerozzi, Martina Padilla, Tommaso Padovani, Eleonora Pancaldi, Domenico Pasca, Luca Pablo Perillo, Christian Sensale, Olga Serra, Pietro Toschi Gallina
regia Alessandro Migliucci

Quante volte gli adolescenti si sentono sgridare perché perdono tempo inutilmente (a detta di noi adulti)? Quante volte il loro mondo ci sembra distante da quello che, quando avevamo la loro età, apparteneva a noi? Eppure, volenti o nolenti, in questo spettacolo ci scontreremo con la perpetua uguaglianza dei meccanismi che guidano le emozioni umane, nell’evolvere della società e a prescindere dalle generazioni. Attraverso un famoso fatto di cronaca degli anni ottanta, unito alle contrastanti emozioni che ingenerò nelle nostre coscienze, rivivremo i giorni in cui, per svariati motivi tra loro indipendenti, un’intera nazione non si volle scollegare dal tubo catodico dei televisori per assistere nottetempo a ciò che forse avremmo già potuto definire un triste e macabro “grande fratello”.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202