I cavalli alla finestra Teatro  -  2010

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell'Argine
in collaborazione con CIMES - Dipartimento di Musica e Spettacolo Alma Mater Studiorum Università di Bologna
 
di Matéi Visniec
con Micaela Casalboni, Giovanni Dispenza, Andrea Gadda
scene Alessandra Vicini
assistente alla regia Francesca Mele
aiuto regia Vincenzo Picone
regia Andrea Paolucci
 
Debutto mercoledì 3 novembre 2010
presso ITC Teatro, San Lazzaro di Savena (BO)
 
Lo spettacolo è stato ospitato nell'ottobre 2011 all'Underground Theatre Festival di Arad (Romania)

Lo spettacolo

Tre diverse storie, tre finali quasi "gialli" per raccontare la follia della guerra e il fascino malefico del potere. Una vecchia madre e un figlio rimbambito, una figlia accomodante e un padre malato, una moglie fragile alle prese con un marito violento. Tre storie distinte eppure unite dalla presenza di un suadente messaggero che arriva, puntuale come la morte, a recapitare una busta gialla e un colorato mazzo di fiori.
Tre diverse fotografie per raccontarne mille, perché da sempre l'uomo in guerra comincia da eroe, ma non può far altro che finire nella polvere, calpestato da zoccoli e scarponi.

Visniec, grazie ad una scrittura immaginifica e stralunata, ci porta in un universo sgangherato e beffardo, surreale e insensato. Un universo fatto di vittime che si credono eroi, vecchi derelitti alla ricerca del proprio giorno da leoni, donne sacrificate al grido di battaglia. Una danza macabra, affascinante e grottesca, dove il tempo scorre avanti e indietro mangiandosi le lancette dell'orologio, le porte sbattono come granate e i cavalli sinistramente, nell'ombra, tramano...

«Ho conosciuto il teatro di Matéi per caso, ad Avignone nel 2006. In una saletta da poco più di 60 posti una compagnia rumena metteva in scena in francese I cavalli alla finestra. Nonostante il mio francese scolastico, è stato proprio il testo a colpirmi: una calibrata miscela di surrealismo e naturalismo, di nonsense e di cinico realismo. Quel testo così apparentemente lineare nel suo far avanzare la trama, riusciva a toccare il comico e il tragico, il razionale e l'assurdo, il lirico e il prosastico. E la mia regia è partita da qui. Da uno stratificarsi di stili, di codici. I personaggi parlano concretamente di cose assurde seguendo logiche patafisiche. Sono buffi nella loro tragica corsa vero un'immortalità che solo la guerra sembrerebbe dargli. Sono seri nella loro folle rincorsa verso il gesto eroico che tutto cambierà. Sono teneri nel loro essere vittime sacrificali di un potere torvo e malefico, capace però a sua volta di incarnarsi in un tenero messaggero. La scena è un accumulo di valige, bauli, scrigni che tutto nascondono e che a tutto conferiscono una condizione di provvisorietà e di transitorietà. Tutto sembra coperto da polvere e immutabile ma nello stesso tempo tutto sembra essere provvisorio e in viaggio. Quello che sta accadendo ora qui può accadere domani da un'altra parte. Anzi per meglio dire: quello che accade qui è accaduto e accadrà sempre e ovunque. Il tempo non è una variabile, il luogo non influenza il risultato: il potere saprà sempre cosa fare per farci piegare ai suoi voleri e farci credere che lo abbiamo deciso noi» (Andrea Paolucci).

Scritto nel 1987, bloccato dalla censura rumena la sera precedente la prima, I cavalli alla finestra è stato rappresentato con enorme successo in Europa, Stati Uniti e Giappone.

L'Autore

Matéi Visniec (Radauti, 1956) è considerato uno degli autori più signifi cativi della drammaturgia europea contemporanea. La sua opera testimonia da subito una tensione ideale, una resistenza culturale e politica contro la manipolazione ideologica.
Dal 1977 comincia a scrivere anche pièces teatrali, che circolano diffusamente nell’ambiente letterario rumeno, sebbene ne venga vietata la messa in scena. Nel 1987 abbandona la Romania per trasferirsi in Francia, dove chiede asilo politico. Da questo momento comincia a scrivere in francese e lavora come giornalista per “Radio France Internationale”. Visniec oggi è noto in numerosi Paesi, specialmente in Francia, dove sono stati pubblicati circa una ventina di suoi lavori. I suoi testi sono stati messi in scena in Romania, Francia, Italia, Germania, Danimarca, Austria, Polonia, Finlandia, Tuchia, Moldavia, Brasile, Stati Uniti e Giappone.

Il Teatro dell’Argine ha prodotto e messo in scena un altro suo testo, Del sesso della donna come campo di battaglia

Le foto

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Le recensioni

HYSTRIO
Claudia Cannella
Una pièce complessa e stratificata, che la regia intelligente e umile di Andrea Paolucci ha saputo non solo rendere "commestibile", ma anche arricchire di calore e di sentimenti (un po' demodè? ma vivaddio!) che, in una struttura drammaturgica così beffarda e surreale, avrebbero potuto facilmente essere soppiantati da un'algida astrazione. Il merito però va equamente condiviso con la scenografia (un bric-à-brac di armadi e armadietti, valigie e lumini, stivali e scatoloni, regno della memoria di gusto kantoriano) e con i tre attori: Andrea Gadda, messaggero frivolo e crudele, Giovanni Dispenza con i suoi tre uomini ironici e disperati, e Micaela Casalboni che, dolente madre-figlia-moglie, domina un universo maschile di cui è solo in apparenza succube.
 
IL CORRIERE DELLA SERA ED. BOLOGNA
Massimo Marino
[...] una bella idea di teatro di produzione, che vuole parlare a un pubblico ampio, confrontarsi, anche se la sala è piccola e la crisi inviterebbe a non rischiare. Il pubblico sta ricompensando il coraggio di una gruppo di lavoro che vede ancora il teatro come luogo di meditazione civile, di confronto, di nutrimento per l’immaginario. La regia di Andrea Paolucci rende ancora più quotidiane e concrete le parole vorticose, le situazioni che slittano nella surrealtà di Visniec. Gli attori donano umile, terragna concretezza a personaggi che potrebbero facilmente virare verso l’emblema, il simbolo. [...] Asciutta, stilizzata, eppure ritmicamente nervosa fino a toccare corde sottili e dolenti è la recitazione di Micaela Casalboni, che indossa in successione i tre personaggi femminili. Efficaci, ironici, gli altri due, Giovanni Dispenza (il figlio, il padre, il marito) e Andrea Gadda (il messaggero), risucchiati da una danza di morte che da posizioni diverse entrambi propiziano, mentre la musica di un dilagante requiem tutto avvolge e seppellisce.
 
SCANNER.IT
Tommaso Chimenti
In una lingua visionaria, rispettata e ristabilita dalle scene trasognate da illusionisti, di botole e finestre e fontane e passaggi segreti, della giovane Vicini, il rumeno Matei Visniec (fuggito, ed adottato in Francia, dal regime di Ceausescu) ci regala tre quadri claustrofobici, cupi, soffocanti non tanto sulla guerra ma sulla sua inutilità, la stupidità del male. [...] Micaela Casalboni, un’altra prova intensa, cambia registro in triplice fase: è una madre ossessiva, maniaca, agitata, nervosa, eccessiva, è una figlia premurosa, una moglie (commovente la sua rassegnazione) accondiscendente che asseconda la follia del coniuge nel ricostruire con le stoviglie, come in un plastico, gioco da tavolo o subbuteo, il campo di battaglia urlando “solo la morte ci rende forti”. [...] Voto 8.
 
BOLOGNATEATRO.IT
Carlo Magistretti
Da un testo così particolare Paolucci ha tirato fuori uno spettacolo forte, con alcune scene davvero potenti come la rappresentazione della battaglia di latta o gli scarponi. La scenografia è molto ben fatta e come dicevo prima ricca di piccole sorprese che affascinano il pubblico. Che dire invece degli attori? Una sola parola: bravi, davvero bravi.
 
Per la rassegna stampa completa clicca qui.
 

La scheda tecnica

Durata spettacolo
65 minuti circa senza intervallo
 
Illuminotecnica
  • 6 PC 1kW provvisti di ganci, bandiere e porta gelatina
  • 1 PAR64 CP61 provvisto di gancio e porta gelatina
  • 1 diretta 16A CE a fondo palco
  • 17 ritorni a terra con presa civile (vedi pianta luci)
  • 24 canali dimmer 2,5kW/ch
  • Ritorno DMX 512 in regia
  • Luci di sala dimmerabili
  • Carico elettrico necessario: 10kW
  • Scala per puntamenti
  • Tutti i cavi necessari ai collegamenti
Audio
  • Mixer audio 4 in/4 out
  • P.A. adeguato allo spazio
  • Ritorni audio in regia
  • 1 connesione PC mini-jack  
  • 2 monitor
  • Tutti i cavi necessari ai collegamenti
Allestimento palcoscenico
  • Dimensioni minime del palco (LxP): 8m x 6m
  • Altezza ottimale al graticcio: 5m
  • Quintatura nera all’italiana
  • Palco perforabile
  • Non è necessario sipario
  • Oscurabilità totale dello spazio
  • Regia unica a fondo sala
Materiale in carico alla Compagnia
  • 1 consolle ADB Tango48
  • 1 macchina del fumo
  • 1 notebook MACBook
  • Scenografie: varie valigie, bauli, pallet e casse di legno
  • Stoviglie e capi di vestiario vari
  • 13 abat-jour
  • 1 batteria 12V
  • 1 carica batterie 12V
  • Filtri necessari
Personale tecnico richiesto su piazza
  • 1 responsabile tecnico dello spazio
  • 1 macchinista
  • 2 facchini allo scarico e carico
Note
  • Tempo di montaggio: 8 ore
  • Tempo di smontaggio: 2 ore
  • Durante la rappresentazione è previsto l'uso di fumo scenico
  • Lo spazio dovrà essere preventivamente riscaldato per le prove della Compagnia
  • Sono richiesti 3 camerini per 3 attori, riscaldati e dotati di toilette
Variazioni alla presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.
 
Referente Tecnico
Carlo Corticelli
348 9304560
carlo.corticelli@teatrodellargine.org

Le date

da 11 a domenica 13 gennaio 2019 venerdì e sabato ore 21.00 - domenica ore 16.30

San Lazzaro di Savena (BO)
ITC Teatro

Via Rimembranze, 26

telefono 051 6270150  

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202