La Turnàta Teatro  -  2005

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell'Argine
 
di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta
interpretato e diretto da Mario Perrotta

Debutto venerdì 16 settembre 2005
presso Festival Bella Ciao, Roma
 

Lo spettacolo

«Se sei emigrante la prima cosa che ti devi imparare è che una enùta è solo una enùta, mentre la turnàta è per sempre... - Due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la differenza è fondamentale. Me l'hanno spiegata con parole semplici ma inequivocabili. Una enùta (una venuta) è una fesseria, il tempo di guardarsi attorno veloci, senza mettere a fuoco i luoghi e le facce, per ripartire subito e dimenticare.
La turnàta, invece, è altra cosa; vuol dire che hai raggiunto l'obbiettivo, ti sei sistemato, puoi mettere a fuoco, ricordare le facce e i luoghi perché ora stai per tornarci, definitivamente. Da Zurigo a Lecce i chilometri sono 1.400. Un'avventura. Soprattutto nel 1969; soprattutto se la turnàta la fai non perché ti sei sistemato ma perché - ...gli svizzeri ti hanno fottuto! - soprattutto se in macchina ci sono un nonno morto e un bambino che ha vissuto cinque anni murato in una stanza. Un'avventura» (Mario Perrotta).
 
«Quando si è trattato di raccontare il ritorno a casa di una famiglia di emigrati in Svizzera nel 1969, quasi automaticamente ho accomunato tale vicenda allo sbarco sulla Luna avvenuto lo stesso anno: e allora il viaggio per quell'Italia sempre sognata ma sempre lontana si è trasformato in un'avventura epica, un vero e proprio nostos (nna turnàta) mitico e grandioso. Anche perché a viverlo è Nino, un bambino di nove anni che di quell'Italia non ricorda niente. Come non ricorda niente del mondo esterno. Così, quella macchina proiettata verso l'Italia diventa un razzo spaziale, un microcosmo, un nodo di rapporti famigliari intensissimi. Il confine, l'appartenenza, l'identità, lo sradicamento: parlare della nostra emigrazione è parlare, sempre, almeno un poco, dell'emigrazione degli altri» (Nicola Bonazzi).
 
Dopo il consenso ottenuto con la prima parte del progetto Italiani cìncali, dedicata ai minatori del Belgio (150 repliche in Italia e all’estero in poco più di un anno - candidatura in finale al Premio Ubu come nuovo testo italiano), debutta il secondo capitolo incentrato sull'emigrazione in Svizzera, fenomeno che giunse al suo massimo incremento durante gli anni ’60. La legislazione, tuttora vigente, in materia di emigrazione e l’ostilità diffusa della popolazione locale ne hanno fatto un altro capitolo efferato della nostra storia recente, talmente vicina nel tempo, che potremmo parlare di cronaca.

Il progetto Cìncali

Un progetto nato nell’inverno 2002 sull’emigrazione italiana del secondo dopoguerra, che ha dato vita a due spettacoli distinti:
Italiani cìncali – parte prima: minatori in Belgio che ha debuttato il 22 settembre 2003 al Teatro dell’Orologio di Roma;
La turnàta- Italiani cìncali parte seconda andato in scena il 16 settembre del 2005 a Roma, al Festival Bella Ciao.
Obiettivo principale del progetto e del lavoro di ricerca, è stato l’emigrazione verso i paesi del nord-Europa, fenomeno che gode di una peculiarità rispetto all’emigrazione transoceanica e a quella interna: i suoi protagonisti sono stati sempre considerati emigranti di scarto. Infatti chi partiva per le Americhe o per il nord-Italia aveva spesso un obiettivo preciso: restare. Questa scelta era agevolata dalle leggi e dalla lontananza di quei paesi o, per il nord-Italia, dal fatto di restare in territorio nazionale. Al contrario, chi veniva “arruolato” in Belgio o in Svizzera, si trovava nella condizione di eterno stagionale, un po’ per le leggi locali e un po’ per il disagio nei rapporti con gli autoctoni, che consideravano quegli uomini diversi e utili soltanto come braccia da lavoro a tempo determinato.
L'ossatura del progetto è costituita da 150 ore di registrazioni audio e video raccolte in Italia e all'estero, ma anche da lettere e diari che gli intervistati ci hanno fornito.

Il Progetto Cìncali, ideato da Mario Perrotta, si sviluppa all'interno della Compagnia del Teatro dell'Argine, seguendo una delle linee portanti del nostro lavoro: la produzione di drammaturgie originali. I due spettacoli che ne scaturiscono sono frutto della collaborazione con Nicola Bonazzi. È in questa fase, infatti, che tutto il materiale reperito durante la ricerca viene rielaborato in forma drammaturgica per giungere a quella sintesi necessaria a rappresentare in scena un fenomeno così vasto come l'emigrazione.
 

Le foto

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Le recensioni

LA REPUBBLICA
Franco Quadri
[...] c’è l’espressività folgorante di Perrotta sulla sua sedia su una scena vuota che si riempie di evocazioni e di una protesta che valica il tempo per raggiungere i nostri giorni, le colpe dei politici e dei governi, mentre un bambino vede per la prima volta gli ulivi.
 
LA REPUBBLICA
Rodolfo Di Giammarco
Perrotta, assolo da favola sull’Italia degli emigranti.
 
IL SOLE 24 ORE
Antonio Audino
Il lavoro è stato scritto a quattro mani con Nicola Bonazzi dallo stesso interprete, e Perrotta non soltanto è energico, fantasioso e limpidissimo nell'incedere di quel fitto tessuto verbale e narrativo, ma è capace di mostrarci quelle vicende tristi con una luminosa ironia, uscendo, di tanto in tanto, dalla polifonia del racconto per inquadrare i fatti con cifre e notazioni storiche.
 
LINUS
Renato Palazzi
Dopo averci offerto una commossa evocazione – nell’intenso monologo Italiani Cìncali! – dei drammi dei nostri connazionali che negli anni Cinquanta dovettero emigrare in Belgio, il bravo narratore Mario Perrotta affronta un altro doloroso capitolo dell’odissea dei lavoratori costretti ad andare a cercare occasioni di precario guadagno all’estero. La turnàta. Italiani Cìncali parte seconda non ha affatto l’aria di una ripetizione di un motivo già trattato: anzi, se possibile, appare persino più compatto e incalzante del primo. Perrotta è molto misurato nel passare di continuo dall’aneddoto minuto a una visione più ampia del fenomeno, che chiama in causa le responsabilità, o irresponsabilità, dei governi di allora. Ed è forse l’unico che può permettersi di far ricorso impunemente a una canzone di Al Bano
 
LA STAMPA
Masolino D'Amico
[...] informazioni agghiaccianti sulle condizioni imposte ai lavoratori stranieri dai governi svizzeri con la acquiescenza di quelli nostrani. L'accento dialettale e qualche termine saporito rendono vivace il dettato, e il giovane Perrotta possiede personalità, comunicativa, simpatia, aspetto attraente, e anche voce.
 
L'UNITÀ
Rossella Battisti
È un racconto di sguardi, di frasi mozze soffiate rapide in dialetto, di vite clandestine, di carezze ruvide e fugaci, di frammenti di politica. [...] Perrotta è un fiume in piena. […] È racconto ma anche denuncia, delle condizioni desolanti di vita, dei governi italiani che dimenticarono gli emigranti, di situazioni che si ripetono oggi con altre facce, altri colori di pelle, altri nomi e una stessa razza: umana.
 
GAZZETTA DI PARMA
Valeria Ottolenghi
Momenti drammatici si alternano ad altri buffi, ma ci sono anche cifre e statistiche, la realtà dell’emigrazione italiana in un forte rispecchiamento tra realtà sociale e storie individuali. Intelligente la costruzione drammaturgica, eccellente la recitazione, ironica e commossa, tra partecipazione e straniamento. Il pubblico incantato.
 
HYSTRIO
Massimo Marino
Perrotta è bravissimo a catturare lo spettatore, a creare piccoli mondi da dettagli, ad aprire pensieri brucianti, a contestualizzare la materia sentimentale con dati, a insinuare collegamenti con altre clandestinità contemporanee. Non predica mai; ci porta per mano nella pena della vita con i balsami dell’infanzia e del racconto.
 
DELTEATRO.IT
Andrea Porcheddu
Mario Perrotta dovrebbe farlo in Parlamento, il suo spettacolo dedicato all'emigrazione italiana in Svizzera. Mario Perrotta catalizza l'attenzione del pubblico con verve. Gioca bene i suoi elementi, modula la voce per caratterizzare i personaggi, sfrutta gli stacchi musicali per imprimere ritmo alla narrazione, accenna qualche gesto con la mano. Il racconto, così, vivace e a tratti originale, affascina e diverte, e, soprattutto, in una lunga digressione, snocciola una serie impressionante di dati, cifre, fatti sulla pagina sempre più rimossa dell'emigrazione italiana. Per questo, allora, dovrebbe andare in Parlamento: perché gli estensori della legge sull'immigrazione - detta «Bossi-Fini» dai nomi dei firmatari principali - potrebbero capire meglio cos'è (e cosa è stata) l'emigrazione, perché certi nobili Lumbard potrebbero ricordare le origini popolari delle proprie ricchezze, perché forse la memoria di ciò che siamo stati potrebbe aiutare a capire meglio ciò che siamo. E persino il Presidente del Consiglio avrebbe forse un'occasione in più per approfondire meglio la differenza tra capitalismo e comunismo, visto che Perrotta la spiega (con ironia) usando una sublime e surreale metafora calcistica (Marx, Engels e il Maresciallo Tito, campioni della «squadra comunista»...)
 
AVVENIRE
Toni Colotta
Buono e giusto è quanto va operando fin dal 2002 la Compagnia del Teatro dell'Argine con un Progetto che approfondisce, il capitolo dell'emigrazione italiana in Europa. Il racconto-monologo, ha una fluida potenza evocativa, da "centista" classico. Ma non è favola, è realtà bruciante di ingiustizie anni 50/70. Che faceva allora l'Italia?, si chiede Perrotta. Il pubblico di oggi applaude, arrabbiato e commosso.
 
IL GIORNALE
Laura Novelli
[...] disegnare una vicenda umana semplicemente incastrando «Storia» e «storie». Perrotta, sorretto da una recitazione secca e moderna, non sceglie di raggiungere lo scopo attraverso registri solenni o enfatici. Egli, semmai, alterna toni seri a virate ironiche, proclami civili a scarti surreali.
 
PRIMAFILA
Giuseppe Di Stefano
Incalzante e persuasivo, di furente e mite espressività, Perrotta dosa con sapienza di toni questo intenso monologo dedicato a quelli che partono e che tornano. O che non tornano più. Storie vicine al nostro tempo che diventano cronaca.
 
Per la rassegna stampa completa clicca qui.

La scheda tecnica

Illuminotecnica
  • 12 proiettori PC QPS 1000 watt, completi di porta gelatine e bandiere
  • 2 sagomatori Juliat 1200 watt
  • 2 domino 1 kilowatt.
  • 12 canali dimmer da 2,5 kilowatt
  • 1 mixer luci 12 canali con doppio banco, memorie e temporizzatore (N.B. doppio banco, memorie e temporizzatore sono caratteristiche irrinunciabili per l’andata in scena dello spettacolo, mixer con caratteristiche differenti da concordare per iscritto con la compagnia)
  • Gelatine 201 per 2 proiettori PC e 2 sagomatori. Gelatina 165 o 132 per 1 pc
  • Se lo spazio non è adibito usualmente a rappresentazioni dovranno essere fornite anche 4 piantane Wind-up da 3,80 mt
  • Se il teatro non è fornito di americana esterna al palcoscenico e non è fornito di staffe in sala, ma è fornito di americane sul palcoscenico, saranno sufficienti 2 piantane Wind-up da 3,80 mt
Audio
  • Fornitura elettrica minima: 20 kw
  • 1 mixer audio 6 canali
  • 1 lettore Compact Disc
  • Impianto di amplificazione adeguato allo spazio
  • In caso di cattiva acustica o in spazio aperto: 1 radio microfono ad archetto
Oggetti
  • 1 sedia in legno da osteria
  • 1 bicchiere semplice di vetro
Note
  • La durata dello spettacolo è di 80 minuti
  • Regia in posizione centrale di fondo sala
  • Il committente provvederà alla fornitura del personale per il montaggio
  • Il materiale dovrà essere montato entro le 17.30 del giorno di spettacolo
  • Un tecnico elettricista dovrà essere presente per effettuare i puntamenti, le prove luci e audio su indicazione della Compagnia e l'assistenzxa al mixer durante lo spettacolo

Variazioni alla presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.

Referente Tecnico
Carlo Corticelli
348 9304560
carlo.corticelli@teatrodellargine.org

Le date

domenica 27 ottobre 2019 ore 20.00

Ruffano (LE)
Teatro Comunale Paisiello

Via Giovanni Paisiello, 18

telefono 328 2233833  

martedì 12 febbraio 2019 ore 20.45

Bologna
Teatro Duse

Via Cartoleria, 42

telefono 051 231836  

sabato 26 gennaio 2019 ore 21.00

Casalgrande (RE)
Teatro De Andrè

Piazza Ruffilli, 1

telefono 0522 1880040  

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202