Alone we stand

Il Progetto

un progetto di Al-Harah Theater (Palestina)
in partnership con Teatro dell’Argine e Oxfam Italia
1 marzo 2013 - 31 gennaio 2014
con il sostegno della Commissione Europea - Cultural Activities Programme ENPI 2012
 
 
Alone We Stand: addressing women loneliness through theater and cross-cultural exchange between Palestine and Italy  è un progetto internazionale realizzato attraverso scambi interculturali tra Palestina e Italia ed incentrato sul tema della solitudine femminile e sulle possibilità di cambiamento del ruolo sociale della donna attraverso la creatività e il teatro.

Azioni

Le azioni del progetto prevedono:
  • interviste a donne palestinesi single con più di trent’anni (nubili, vedove, divorziate);
  • laboratori teatrali pensati per facilitare la libera espressione delle donne;
  • incontri di sensibilizzazione con associazioni, università e comunità;
  • una visita di scambio in Palestina degli artisti del Teatro dell’Argine, in particolare il regista Pietro Floridia, lo scenografo Gabriele Silva e il videomaker Fulvio Rifuggio;
  • produzione di uno spettacolo teatrale sui temi principali (nel corso della visita di scambio);
  • tournée dello spettacolo in circa 15 centri in Cisgiordania.

Lo spettacolo

Una delle attività più importanti di Alone We Stand era la creazione di uno spettacolo che avesse per tema la condizione femminile nei paesi arabi, in particolar modo quella delle donne single che abbiano superato i trenta anni di età. Le donne che non si sono mai sposate, che hanno divorziato o che sono rimaste vedove vengono spesso viste come un problema e segregate in casa; non è loro permesso, tra le altre cose, uscire da sole dalla città in cui vivono né intraprendere una carriera. Esperienza, questa, vissuta in prima persona dalla direttrice della Compagnia Al-Harah Theater Marina Barham, che, con inesauribile energia nel corso degli anni, ha portato avanti una lotta per poter essere una donna quarantenne autonoma e indipendente. La drammaturgia dello spettacolo è nata in seguito a lunga fase preliminare di ricerca e di interviste realizzate non solo con donne che vivono le condizioni di cui sopra, ma anche con le loro famiglie, con i vicini, con le persone della comunità di cui fanno parte, con l’intento di scoprirne i pensieri, le ragioni, i comportamenti. E con il duplice obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione della donna e parallelamente diffondere l’idea che il teatro abbia un ruolo fondamentale nella crescita culturale di una società.
 
Ne è nato lo spettacolo Shakespeare’s Sisters, che ha debuttato il 30 dicembre 2013 al National Center for Culture and Arts\King Hussein Arjan Area, ad Amman, in Giordania.
 
La trama: Samira è una professoressa di quaranta anni, single, che vive sola e dedica la vita all’insegnamento e alla ricerca in ambito letterario. Una notte, Samira si trova improvvisamente davanti un’altra donna, Nisma, che irrompe in casa sua in quello che le sembra fin da subito un incubo: Nisma è una donna ribelle con molti sogni e ambizioni nel campo della moda e con un’idea molto forte e moderna di cosa siano i diritti e la libertà delle donne. Le due donne diventano amiche e Nisma è ospite di Samira per un po’ di tempo, sufficiente a gettare a gambe all’aria la vita della professoressa e a condurre lei e altre donne sul cammino verso la consapevolezza che un altro stile di vita è possibile, uno stile che garantisca alle donne il diritto naturale a vivere in uguaglianza e giustizia. Che cosa troveranno Nisma e Samira in questo nuovo mondo?
 
scritto e diretto da Pietro Floridia
drammaturgia araba: Mirna Sakhleh
attori: Adeeb Safadi, Mirna Sakhleh, Raeda Ghazaleh, Reem Talhamy
scene: Gabriele Silva
tecnico del suono: Aissam Rishmawi
video: Fulvio Rifuggio

Promo Spettacolo

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