Un ventre gonfio d'assenza Teatro  -  2005

Locandina

testi di Forugh Farrokhzad, Deborah Fortini, Chiara Reali, Massimo Tomasello

con Deborah Fortini

musiche eseguite dal vivo da
Darioush Madani: setar, tombak, tar
Dena Gorgin-pur: voce, tombak

scene e video di Dario Zanasi
costumi: Cristina Gamberini

regia di Massimo Tomasello
 

Lo spettacolo

Un ventre gonfio d’assenza ripercorre la vita della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad, dal matrimonio ancora adolescente alla scelta di dedicarsi alla poesia al viaggio in Europa, che la porterà, al suo ritorno in Iran, a girare il film La casa è nera, agghiacciante metafora della sua terra e vincitore di numerosi premi.
 
Queste tappe sono ripercorse attraverso il racconto della sorella Puran, testimone d’eccezione della sua crescita personale e artistica. Il ricordo di «un’esile figura» dominata da forti passioni riemerge in un’atmosfera ricca di suoni e profumi di un Iran sedotto e allo stesso tempo indignato dalladeterminazione di una donna e dalla sua voglia di vita e di arte.
 
Il senso d’individualismo e di libertà che si delinea nelle vicende di Forugh apre uno spiraglio di luce in una cultura non sempre comprensibile, sottolineando gli aspetti di ricchezza e di estrema povertà di una terra da sempre in conflitto con le sue tradizioni: così la storia di una donna si fa storia di un paese e delle sue contraddizioni.

Le foto

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La vera storia

Forugh Farrokhzad - Poetessa e cineasta iraniana

Forugh Farrokhzad, è nata a Teheran (Iran) nel 1934, e morta in un incidente automobilistico nel 1967. Fu una delle più grandi poetesse e cineaste dell'epoca. Studiò inglese e produzione in Inghilterra, ebbe esperienze come attrice e produttrice.

Odiata dal regime dello scià perchè ebbe il coraggio di scrivere poesie d'amore, desiderio e sensualità. Amante della giustizia, lottò sempre in modo coraggioso per difendere le proprie idee.

Rosembaum, occhio autorevole della critica americana, individua nel percorso artistico di Forugh quella che sarà la nuova onda del cinema iraniano, in particolare del cinema di Abbas Kiarostami. Ma la sua potenza sta anche nel fatto che sia stata la prima a usare il suono in presa diretta, anche se ne attribuiscono la scoperta a Ebrahim Golestan.

Golestan, che in Iran traduce Cecov, Hemingway e Faulkner è il produttore dell'unico film di Forugh, "La casa è nera", girato quando lei aveva 27 anni. Il soggetto di quest'opera sono i lebbrosi che vivono nascosti in un istituto e lontani dal resto del mondo. Il regime dello scià critica il film accusando la regista di strumentalizzare i malati per scrivere una metafora del Paese, luogo di isolamento e repressione.

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Le date

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