Liberata Teatro  -  2006

Locandina

Uno spettacolo del Teatro dell'Argine
 
con Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Andrea Gadda e Frida Zerbinati
aiuto regia Carolina de la Calle Casanova
costumi Cristina Gamberini
testo e regia Nicola Bonazzi
 
Debutto mercoledì 15 novembre 2006 ore 21.00
presso ITC Teatro, San Lazzaro di Savena (BO)

Lo spettacolo

Una provincia degradata e dai contorni sfumati; un tempo indefinibile, in bilico tra passato e presente; quattro personaggi abitati da furori indomabili. Hanno nomi che profumano di nostalgia e di pasta tirata a sfoglia: Liberata, Italo, Primo, Fiorina. Si presentano a noi quando tutto è già finito, costretti a narrare compulsivamente la loro storia, e a scontare in tal modo ognuno la propria pena. Montano il loro spettacolino circense per un pubblico vorace, che, più che guardare, li spia con laida attenzione. 
 
Ogni tanto salgono le note di qualche motivetto popolare o le melodie celebri  di qualche melodramma da salotto. E intanto i personaggi raccontano... Raccontano della solitudine di Liberata, e della sua giostra in riva al mare, poco lontano dalla smagliante lucentezza delle località turistiche. Raccontano dell'arrivo, dalla pianura fumosa di nebbia, di uno squattrinato perdigiorno che si chiama Italo, “come l'Italia”, e delle sue due figlie, angeli della disperazione, bambine costrette a diventare grandi anzitempo. Raccontano dell'amore tra Liberata e Italo, un amore che diventa presto sopraffazione, perché il benessere tanto sognato non arriva e bisogna pur sfogarsi in qualche modo.
 
Raccontano della leggenda medievale di Santa Liberata, che promessa in matrimonio a un re, decide di essere solo sposa di Cristo, e invoca un miracolo per scampare le nozze, e Dio le dona la barba e finisce crocifissa per avere contraddetto la volontà paterna. Raccontano di come la moderna Liberata, prima di soccombere sopraffatta dal martirio, compia il miracolo di salvare Italo dal degrado totale, e di come le due bambine, rimaste sole, possano ricominciare l'estenuante gioco di soprusi e umiliazioni. Così, la prossima volta, il racconto potrà riprendere dallo stesso punto. In eterno. 
 

Il testo

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Le recensioni

LA REPUBBLICA
Rodolfo Di Giammarco
Il toccante, traumatico e genuino Liberata scritto e diretto da Nicola Bonazzi ha per titolo il nome del capro espiatorio femminile (Micaela Casalboni, encomiabile). Gli oltraggi maschi di Andrea Gadda turbano e disturbano, e Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati sono le liliali cerimoniere, in un’aura operistica di giostra di provincia. Bell’apologo d’anima e animalità romagnole.
 
IL MESSAGGERO
Rita Sala
Lo spettacolo è una meraviglia di ritmo e pathos. Bonazzi, aiutato dalla bravura e dalla dedizione quasi masochistica della protagonista, Micaela Casalboni, nonché dalla perfetta aderenza al ruolo di Andrea Gadda, Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati, costruisce uno spaccato surreal-fantastico in cui i “tipi” sono però vivi e veri, di carne palpitante o straziata, corrotta o santificata, anelante, ferita, estrema. Piccolo, toccante e forte. Da non lasciarsi assolutamente scappare.
 
IL SOLE 24 ORE
Antonio Audino
Tre attrici e un attore di sottilissima finezza interpretativa, innanzitutto. Bonazzi si conferma drammaturgo di infinita sensibilità. Una delicatissima composizione, talmente struggente e densa di vibrazioni da poter essere resa appieno soltanto da interpreti particolarissimi, come Micaela Casalboni, la tenace e fragile Liberata, o Andrea Gadda, l’ombroso bellimbusto, Frida Zerbinati, attonita e sorridente bambina e Giulia Franzaresi, malinconica e sognante sorella maggiore.
 
L'UNITÀ
Rossella Battisti
Una Micaela Casalboni vibrante di emozioni sacre e profane, espressiva fin nel mignolo della mano sinistra, mentre l’Italo sfacciato di Andrea Gadda è il ritratto della sfrontatezza con sigaretta in bocca e mento sollevato. Tiratissime le redini anche alle due giovanissime Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati, l’una ombrosa e con ferite segrete, l’altra isterica bamboluccia con segni di disagio. Bonazzi dirige come scrive: serrato, ricco di echi, punteggiato di richiami. Sembra, il suo, un neorealismo trasfigurato nel simbolismo.
 
HYSTRIO
Massimo Marino
Spettacolo dai colori forti, coraggioso e pop nel suo massimalismo melodrammatico, arriva ad attingere la verità di passioni senza sfumature, componendo una specie di antidoto popolare all’anestesia delle soap che ci tormentano tutti i giorni. Del discorso sulla memoria, che sviluppa da tempo con coerenza e passione, il Teatro dell’Argine mantiene la distanza dell’ambientazione, alla ricerca di un teatro dell’entusiasmo, diretto, senza troppe mediazioni intellettuali: che riesce e convince grazie alla prova generosa dei due protagonisti, Micaela Casalboni e Andrea Gadda.
 
IL CORRIERE DELLA SERA
Paolo Petroni
Una nuova favola nera, tra sacro e profano, forte e delicata, inquietante e ingenua nella sua capacità di farsi poesia. Aiuta in questo la lingua scelta da Nicola Bonazzi, un dialetto dalle parole tronche e leggere come la nebbia tanto evocata, e capace di prendere corpo e vivere in scena. Una scena di pochi oggetti, che rivive nei corpi dei quattro interpreti sempre incredibilmente veri.
 
SIPARIO
Titti Danese
È un teatro di forte fisicità questo di Bonazzi, un teatro che parla con i corpi degli attori e nell’uso di una lingua dialettale recupera forza narrativa e una comunicazione ricca di suoni e suggestioni popolari. Micaela Casalboni nella parte della protagonista esprime con grande temperamento le contraddizioni di Liberata, mentre Andrea Gadda è un efficace e odiosissimo padre padrone.
 
IL TEMPO
Antonella Melilli
Uno spettacolo di cura minuziosa, che si affida alla qualità degli interpreti, capaci di restituire una narrazione tesa e sconvolgente. A partire da Micaela Casalboni, che con duttilità tragica di coraggio e di fiducia disegna la “Liberata” del titolo. Mentre Andrea Gadda è il marito padrone e padre stupratore, che Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati, nei panni delle figlie, subiscono fra terrori e compressi livori. Vittime e attori insieme di un sedimentato humus culturale che Nicola Bonazzi, anche regista, intreccia sull’espressività del dialetto padano.
 
SCANNER.IT
Tommaso Chimenti
Altri spiegherà quanto vale questo spettacolo, quale beneficio può derivarne al teatro, come se ne possa perfino ricavare o precisare una tendenza. Liberata di Nicola Bonazzi è un racconto essenziale e diretto, che non richiede mediazioni e premesse culturali per essere inteso e apprezzato. Micaela Casalboni esprime i turbamenti della protagonista con una recitazione pirotecnica e umorale. Il lavoro della protagonista è assai bene assecondato da Andrea Gadda, forte e credibile nella parte di Italo, e dalla grazia inconsueta delle figlie, Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati.
 
ACCROCCHIO.IT
Lorenzo Donati
La presenza attorica trascinante concorre a creare uno spettacolo efficace, espressamente comunicativo anche nella scelta musicale. Perseguire la schiettezza, l’empatia con lo spettatore (che infatti applaude copiosamente riempiendo la sala di grida entusiaste, evento anche questo raro tra gli assonnati spettatori odierni), provando nello stesso tempo a non perdere di vista un proprio pensiero sul teatro e sul mondo, ci sembrano elementi preziosi, che testimoniano di un coraggio artistico che non va trascurato.
 
LEFT
Marcantonio Lucidi
Attori proprio bravi Micaela Casalboni e Andrea Gadda, lei interprete tecnicamente preparata, intelligente, sensibile; lui capace di trarre il massimo dal suo volto talmente italiano da far venire in mente le facce dei film di Dino Risi o di Monicelli. Un teatro che guarda, racconta, genera azione.
 
IL CORRIERE LAZIALE
Maria Antonietta Amenduni
I quattro protagonisti risultano essere tutti molto incisivi, espressivi e con una imponente presenza scenica. Uno spettacolo, bello e doloroso allo stesso tempo, intrigante, affascinante e sconvolgente. Giusta ed efficace la regia, a metà tra teatro e circo, che propone idee e spunti interessanti, che avvalorano un testo dalla bellezza rara. Da non perdere.
 
IL GAZZETTINO ed. di Pordenone
Nico Nanni
Una storia dalle tinte forti, carnali, che l’autore e i bravi interpreti propongono in una scena con pochi elementi, accompagnati da una colonna sonora fatta di musiche per banda, di canzonette, di brani d’opera. Commozione per il pubblico, che ha a lungo applaudito.
 
IL ROMANISTA
Paola Conte
Uno spettacolo degnissimo e arroccato sulla fierezza di una compagnia, quella del Teatro dell’Argine, che con questa prova restituisce al palco una sacralità ed una passione troppo spesso violata. Micaela Casalboni è Liberata genuinamente vera e commovente, ha un talento che ricorda certe ruvidezze della Mangano. Andrea Gadda è un capolavoro di simpatia e di insolenza, non si smarrisce mai nella caricatura del cattivo. Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati restano nella mente come ritratti di Kubrick precipitati nella pianura romagnola. Una parabola d’altri tempi che vale veramente la pena conoscere.
 
CINELAB.IT
Gloria Bondi
Il testo è bellissimo e l’uso dei dialetti romagnolo ed emiliano non fa che dare ancora più forza e incisività alla storia e ai personaggi. La regia è perfetta, piena di idee e di spunti creativi ottimamente realizzati. Una menzione speciale meritano tutte le interpretazioni che sono eccezionalmente intense e rivelano il profondo lavoro fatto da ciascuno sul proprio personaggio e anche su un insieme assolutamente efficace che non mancherà di toccare le corde del cuore di ogni spettatore.
 
FLASHGIOVANI.IT
Elisa Sileo
L’inizio è sintomatico: si intuisce subito che lo spettacolo genererà tensione e che soprattutto farà riflettere anche una volta usciti dal teatro. Liberata è interpretata magnificamente da Micaela Casalboni. Non aspettatevi un finale scontato che metta pace ai vostri sensi; gli attori della Compagnia dell'Argine, diretti da Nicola Bonazzi, tengono con il fiato sospeso prima, durante e anche dopo la fine della loro strepitosa performance.
 
TEATROTEATRO.IT
Simone Nebbia
La meraviglia di Liberata, interpretato magistralmente della compagnia del Teatro dell’Argine, un lavoro di alta fattura, furioso, gaudente è questa lingua che punge.
 
CINEMA AVVENIRE
Francesco Lucioli
Liberata è una perfetta Micaela Casalboni, Andrea Gadda (s)veste i panni di Italo, offrendoci un ritratto tra l’ironico e l’allucinato dell’unico uomo di casa. Giulia Franzaresi e Frida Zerbinati interpretano con una leggerezza velata di malinconia le figlie. Uno spettacolo gradevole, ben scritto e ben allestito, uno spettacolo di notevole impatto visivo ed emozionale.
 
ITALIA SERA ONLINE
Chiara Merlo
Questo tema della violenza relazionale nella coppia è stato sviluppato con questa prorompente, eclatante regia in maniera abile, con acuta attitudine. Le attrici sono bravissime (Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Frida Zerbinati); l’attore, l’uomo (Andrea Gadda), una maschera esemplare di perfidia e ottusità. Interessante il lavoro di regia: suggestivo, meticoloso.
 
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La scheda tecnica

Durata spettacolo
80 minuti circa senza intervallo
 
Illuminotecnica
  • 18 PC 1kW provvisti di ganci, bandiere e porta gelatina
  • 2 sagomatori 750W zoom 25°/50° provvisti di ganci
  • 1 sagomatore 750W 19° provvisto di gancio
  • 4 Par64 CP62 provvisti di ganci
  • 4 domino 1kW provvisti di ganci e porta gelatina
  • 24 canali dimmer 2,5kW/ch
  • 10 sdoppi
  • Ritorno DMX512 in regia
  • Luci di sala dimmerabili
  • Carico elettrico necessario: 20kW
  • Cablaggi necessari ai collegamenti
  • Scala per puntamenti
Audio
  • 1 mixer audio 4 in/4 out
  • P.A. adeguato allo spazio
  • Ritorni audio in regia
  • 1 connessione PC mini-jack
  • 2 monitor da posizionarsi a fondo palco
  • Cablaggi necessari ai collegamenti
Allestimento palcoscenico
  • Dimensioni minime del palco (LxP): 6m x 6m
  • Altezza ottimale al graticcio: 5m
  • Quadratura nera all’italiana
  • Non è necessario sipario
  • Oscurabilità totale dello spazio
  • Regia unica a fondo sala
Materiale in carico alla Compagnia
  • 1 notebook MACBook
  • 1 consolle luci ADB Tango 48
  • Scenografie: 1 grata di legno e plastica 6m x 4m, 1 tappeto di iuta scenografato 6m x 6m, 4 sedie di legno
  • 1 filo di luci natalizie
  • Filtri necessari
Personale tecnico richiesto su piazza
  • 1 responsabile tecnico dello spazio
  • 1 macchinista
Note
  • Tempo di montaggio: 8 ore
  • Tempo di smontaggio: 1 ora
  • Lo spazio dovrà essere preventivamente riscaldato per le prove della Compagnia
  • Si richiedono 4 camerini, riscaldati e dotati di toilette
Variazioni alla presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente concordate con la Compagnia.
 
Referente Tecnico
Francesco Massari
348 9315611
francesco.massari@teatrodellargine.org

 

Le date

da venerdì 29 a domenica 31 marzo 2019 venerdì e sabato ore 21.00 - domenica ore 16.30

San Lazzaro di Savena (BO)
ITC Lab

Cortile ITC Teatro - Via Rimembranze, 26

telefono 051 6270150  

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202