Residenze artistiche

Il Progetto

Con l'approvazione dell’assegnazione dei finanziamenti per lo spettacolo per l’anno 2015 da parte della Giunta Regionale dell'Emilia-Romagna, il Teatro dell’Argine  ottiene la qualifica di residenza artistica, nuova categoria ministeriale del nuovo FUS (residenze artistiche anno 2015-L.R. 13/99 - in attuazione art. 45 del D.M. 1/7/14 Regione Emilia-Romagna e Mibact).

Le residenze sono spazi di creazione artistica e di programmazione di spettacolo che operano in uno stretto legame con la comunità di riferimento. Le risorse statali e regionali destinate a queste saranno indirizzate in particolare all’accoglienza di compagnie e artisti, anche stranieri, per periodi di almeno 15 giorni (azione A), alla programmazione di spettacoli di giovani compagnie e di artisti emergenti (azione B), alla realizzazione di progetti originali o innovativi per sviluppare la funzione ed il valore dello spettacolo dal vivo presso le comunità di riferimento (azione C).

Questa qualifica e il finanziamento ottenuto migliorano ulteriormente la capacità del Teatro dell’Argine di accogliere compagnie italiane e straniere, programmare gruppi giovani ed emergenti e costruire percorsi originali e innovativi che possano far aumentare il valore artistico, culturale e sociale dei progetti pensati per la nostra comunità.
 
Per ulteriori informazioni sulle Residenze Artistiche visita il sito ufficiale cliccando qui.

Residenze Artistiche 2015

AZIONE A 
La prima azione ha come obiettivo principale quello di favorire la permanenza di artisti e di momenti formativi attraverso attività di ricerca, di creazione, di studio, di allestimento, di prove, di confronto con il territorio, esperienze da condividere tra gli artisti ospiti e la compagnia che li accoglie.
 
L’interesse della Compagnia si è concentrato su due artisti con cui essa ha trovato un piano di collaborazione già da qualche anno. Mimmo Sorrentino è uno dei più noti e più apprezzati autori e registi di teatro che ha fatto della propria esperienza nel campo del sociale una leva per rinnovare le pratiche teatrali nell’ambito della ricerca. Mario Cocetti è un giovane danzatore che con la propria compagnia e con altre nelle quali viene chiamato a collaborare è riuscito a individuare una propria cifra stilistica in grado di attivare una drammaturgia dei corpi di grande efficacia sul piano espressivo.
 
All’interno degli obbiettivi della Residenza, il Teatro dell’Argine ha sposato due proposte.
 
Mimmo Sorrentino ha attivato nel 2015 un nuovo percorso di “teatro partecipato” che intende arricchire l’esperienza di “Adesso che hai scelto” per aprirsi alla collaborazione con Gli amici di Luca, lo storico gruppo di attori con disabilità da coma. La pratica teatrale di Mimmo Sorrentino (che lui stesso definisce “teatro partecipato”) interroga situazioni di disagio e di conflitto per ricavarne storie, narrazioni e slanci poetici, ma anche per filtrare quel disagio e quel conflitto con gli anticorpi della pratica teatrale stessa. Molte di queste storie sono confluite in uno spettacolo, Adesso che hai scelto, nel quale il pubblico, mettendo in gioco la propria sensibilità, decide quali storie vuole sentirsi raccontare. Lo spettacolo diventa così, ogni volta, un’esperienza irripetibile, come irripetibili sono gli spettacoli che nel corso degli anni Sorrentino ha costruito con le persone che ha incontrato nei suoi laboratori. Ogni nuova esperienza arricchisce il bagaglio di storie che Sorrentino può raccontare. E nuova è appunto l’esperienza con “Gli amici di Luca”, la compagnia teatrale bolognese di persone con esiti di coma. Una nuova situazione da esplorare e interrogare, un nuovo percorso che va a impreziosire una modalità mai scontata di fare teatro, e va ad accrescere il già nutrito manipolo di storie di Adesso che hai scelto. Un altro luogo del “teatro partecipato” dove disagio e conflitto danno senso al teatro, forniscono nuova linfa vitale alla pratica teatrale, rendono il teatro e la pratica teatrale contemporanee e attive nella società. Mentre il teatro si mette al servizio della vita.
 
Distonico è invece un progetto della Compagnia della Quarta a cura di Mario Coccetti e Patrizia Proclivi che ha la volontà di far convergere in un nuovo linguaggio drammaturgico (fulcro unitario del progetto) la forza comunicativa del teatro e la potenza espressiva dei corpi scenici, attraverso l’utilizzo di due discipline fortemente impattanti: il teatro fisico e la coreografia.
Il progetto pone al centro della sua ricerca scenica la dignità umana e l’importanza di essere liberi, mettendo in scena tematiche forti, tratte dalla vita quotidiana. Il progetto intende abbattere la distanza fisica che spesso si crea tra platea e palcoscenico, generando  una relazione empatica sul piano comunicativo ed emotivo in grado di coinvolgere l’attore, lo spettatore e il messaggio veicolato dalla creazione artistica. Partendo dal lavoro fisico degli interpreti, l’asse del processo creativo di Distonico si muove sulla direttrice di una sinergia tra tutti gli elementi scenici: la Genesi (Ispirazione) del lavoro parte dalla  partitura coreografica dei gesti narrativi (corpo attoriale) appartenenti al vissuto quotidiano; la Luce, intesa come dimensione spaziale, il Corpo, inteso come segno che trasforma i cicli di esperienze e la Musica, creata appositamente per il progetto  e intesa come regia che unisce i vari linguaggi in un credo comune, rappresentano per Distonico il codice comunicativo attraverso cui veicolare forma, emotività, contenuto e messaggio. In Distonico il concetto di sinergia va ancora oltre, coinvolgendo in uno scambio continuo le diverse professionalità del teatro: unitamente alla scelta della forma di rappresentazione del progetto e alla conseguente elaborazione creativa, è stato instaurato un continuo e reciproco scambio di conoscenze in cui maestranze tecnico/artistiche ed operatori del teatro sono venuti ampliando, strutturando e completando il lavoro del gesto, della luce e della musica, come un unico corpo in movimento. Non più quindi professionisti che lavorano settorialmente nel proprio campo di competenza, ma un vero e proprio “cuore pulsante” in grado di respirare all’unisono e battere allo stesso ritmo della creazione artistica. Costumisti, scenografi, artisti, light designers, musicisti, esperti di comunicazione, direttori artistici, organizzatori e promotori saranno elementi importanti per la realizzazione del progetto poiché, attraverso la loro consapevolezza e competenza, potranno raccogliere suggestioni, visioni d’assieme, significati, processi drammaturgici, arricchendo l’essenza più profonda dell’esperienza artistica per esporla sul tavolo del lavoro creativo collettivo.
Lo scopo di Distonico è, dunque, creare un corpo multiforme capace di fondere armonicamente tutte le competenze che compongono la realizzazione di un progetto teatrale, lavorando in una comunione di intenti e in una continua unione di mondi creativi. Da tali presupposti e in questa ottica, Distonico si prefigge di generare un centro di conoscenze condivise e un progetto artistico in cui veicolare qualità, esperienza, sensibilità, lavoro, raggiungimento di un obiettivo, solidità artistica sul territorio nazionale ed internazionale.
 
AZIONE B
La seconda azione prevede la programmazione di spettacoli che  soddisfano i seguenti parametri:
  • programmazione di spettacoli realizzati in residenza presso la propria sede;
  • programmazione di spettacoli realizzati in residenza presso altri titolari di residenza partecipanti al Progetto Interregionale;
  • programmazione di spettacoli realizzati da artisti emergenti;
  • programmazione di spettacoli realizzati da artisti under 35.
La stagione ha esplorato, come sempre, la possibilità di ospitare compagnie giovani o realtà emergenti nel panorama nazionale, già vincitrici di premi e segnalate da critica  e operatori.
Per il 2015 è il caso, in particolare di Punta Corsara e della Compagnia Blue Desk. Soprattutto la prima sta conoscendo un notevole successo di pubblico, oltre a ricevere il plauso della critica, per saper coniugare tradizione e innovazione, attraverso la rilettura in forma di farsa napoletana dei classici del teatro.
 
Nata da un’esperienza effettuata nelle scuole di Scampia dal Teatro delle Albe, Punta Corsara ha raccolto i giovani più meritevoli e motivati di quel primo progetto, avviandoli alla professione teatrale. Vincitrice negli ultimi tre anni del Premio Ubu e del Premio In-box, Punta Corsara ha portato all’ITC Hamlet Travestie, uno spettacolo nato incrociando la riscrittura burlesque settecentesca di John Poole con il Don Fausto di Antonio Petito, per raccontare una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. In questa famiglia, dissociato e in lotta con se stesso e gli altri, si dibatte un moderno Amleto. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa per Punta Corsara il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto.
 
Di Blue Desk, compagnia di recentissima formazione, la stagione dell’ITC ha ospitato L’uomo nel diluvio di Valerio Malorni e Simone Amendola, con lo stesso Malorni in scena. Lo spettacolo, vincitore del Premio In-Box 2014, si confronta con lo spettatore su un’urgenza generazionale e sociale, quella dell’emigrazione (o della fuga) dall’Italia, e lo fa passando per vari codici, dal monologo al video alla relazione diretta con il pubblico. Vi si narra un’impresa, quasi un’odissea, quella di un giovane attore/padre/uomo italiano, che alla fine assomiglia a quella di molti altri padri e uomini di qualunque professione in questo presente globale e disumanizzante.
 
Nell’ambito del teatro-ragazzi, nell’anno 2015 sono stati ospitati gli spettacoli Nina e Laltrocoso e Diapason, rispettivamente del Teatro delle Temperie e della compagnia I Circondati.
Il primo, ideato e realizzato contemporaneamente all’omonimo libro per l’infanzia scritto da Andrea Lupo e illustrato da Elisa Rocchi, vede in scena tre giovanissime interpreti e utilizza lo stile del nouveau-cirque per affrontare il tema dell’arrivo di un fratellino. Il secondo si avvale delle capacità performative di due ottimi clown, che, utilizzando modalità circensi, mettono in scena una sequenza di gag dal forte impatto comico, con l’ausilio di clarinetto e fisarmonica, di strani oggetti e di un’inusuale gestualità. Lo spettacolo ha vinto il Premio Palla al Centro 2013 assegnato da una giuria di bambini.
 
Tra le realtà meno note, ma meritevoli di una menzione, l’ITC Teatro ha ospitato l’Associazione Brescia Spettacolo con lo spettacolo 'A mulletta,  il Centro Studi Danza Duende con lo spettacolo Diario intimo di un autoritratto, e l’ensamble bolognese Indù (il pianista Claudio Vignali, il percussionista e batterista Andrea Grillini, e la partecipazione di Achille Succi ai fiati) che ha proposto un interessante esperimento di  «dripping in action painting», mutuato da Jackson Pollock: l’artista Alfredo Lando dipingeva le un’opera dal vivo lasciando colare vernici e colori dall'alto, lanciandoli o macchiando una grande tela, mentre gli Indù proponevano musiche tratte dall’ultimo disco Juggernaut.
 
AZIONE C
La terza ed ultima azione ha come obiettivo principale la formazione del pubblico attraverso attività artistiche dagli obbiettivi chiari, ovvero, a chi si rivolgono e cosa si propongono di fare, al fine di rafforzare la relazione con il pubblico e con il territorio di riferimento della residenza. Si propone, inoltre, di impegnarsi nel confronto e nella diffusione dei progetti dell’azione A con le altre realtà titolari di residenze.
 
Il nuovo sistema delle residenze ha permesso di attivare nuovi, ulteriori percorsi di formazione del pubblico, su cui la Compagnia ha provato ad investire in questi anni in termini di risorse economiche ed umane.
 
I percorsi di lettura critica degli spettacoli realizzati dal critico Massimo Marino, il laboratorio Allenare lo sguardo e gli incontri pre-spettacolo nell’ambito di Aperitivo con il critico, sono due delle emergenze più interessanti di questa nuova attività di formazione, proprio perché delegati ad uno sguardo professionale, ma insieme sempre genuinamente didattico.
 
Molto partecipato il laboratorio Esodi, risorsa di reciproche emozioni e saperi dove ad essere coinvolti sono stati una cinquantina di giovani tra i 20 e i 35 anni, provenienti da diverse parti del mondo, per dare corso a una riflessione sul tema della migrazione e dell’Intercultura. 
 
Sempre al coordinamento di Vincenzo Picone, Vittoria De Carlo e Nicola Bonazzi sono stati affidati alcuni laboratori nelle scuole primarie e secondarie di 1° e 2° grado: Abbasso il teatro, Critici per un giorno e gli incontri nelle scuole sul tema de La terra vista dalla luna. Si tratta di percorsi laboratori ali, il primo legato al racconto della storia del teatro, il secondo alla lettura critica della stagione di teatro-ragazzi, il terzo alla drammaturgia di notizie di cronaca. L’approccio giocoso a una materia anche didatticamente complessa permette l’apprendimento non scontato di nozioni e saperi all’apparenza difficili e comunque fuori codice rispetto al normale corso di studi delle scuole summenzionate.
 
È stato attivato, inoltre, il laboratorio Non perdiamoci di vista per persone (soprattutto anziani) con difficoltà di socializzazione. 
 
Nell’ambito dei laboratori pomeridiani e serali, sono stati attivati percorsi approfonditi per gruppi decisi ad affrontare cimenti più impegnativi sul piano della recitazione e della consapevolezza del testo teatrale. Sono nate così piccole “compagnie” che, pur perpetuando una modalità ancora non professionistica di approcciare il teatro, hanno deciso di compiere degli affondi più seri, e anche più ampi in termini di tempo dedicato, alla materia studiata. 

 

Residenze Artistiche 2016

AZIONE A
La prima azione ha come obiettivo principale quello di favorire la permanenza di artisti e di momenti formativi attraverso attività di ricerca, di creazione, di studio, di allestimento, di prove, di confronto con il territorio, esperienze da condividere tra gli artisti ospiti e la compagnia che li accoglie.

Prosegue la collaborazione con la Compagnia della Quarta in residenza presso l’ITC Studio per terminare il lavoro iniziato nel 2015. Cambia il titolo del progetto, non il contenuto: Distonico (titolo residenza 2015) lascia il posto a Diacronico (nuovo titolo residenza 2016). Attraverso il linguaggio emotivo del corpo, Diacronico usa la danza, il teatro fisico e il gesto per creare un livello di comprensione comune ed universale. Al centro della sua ricerca il progetto pone la dignità umana e l’importanza di essere liberi, mettendo in scena tematiche forti, estratte dal quotidiano, permettendo all’individuo di confrontarsi con se stesso e i propri limiti.
Guarda il promo di Diacronico cliccando qui.

Circo Paniko, una delle prime compagnie di circo contemporaneo in Italia composta da 20 artisti provenienti da più parti del mondo, ha iniziato la sua nuova produzione dal titolo Gran Paniko al Bazar grazie al progetto di Residenza Artistica. La compagnia ha svolto la propria residenza a San Lazzaro di Savena (BO), presso il Parco antistante il centro giovanile di Idice. La prima prova aperta al pubblico si è svolta domenica 10 aprile 2016, lo spettacolo ha poi debuttato il 30 aprile 2016 a Vittorio Veneto.

Archivio Zeta, nota compagnia teatrale fondata e diretta da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, ha svolto un periodo di residenza presso l’ITC Studio tra maggio e giugno 2016. Lo studio in residenza si intitola Sound and Fury ed è uno speciale preludio al progetto artistico 2016-18 che Archivio Zeta dedica a William Shakespeare e che debutterà con Macbeth al Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa il 6 agosto 2016. Dalla residenza Sound and Fury è nata, nell’ambito di bè bolognaestate, anche l’omonima installazione performativa itinerante con la partecipazione di un gruppo di cittadini, presso il cortile del Conservatorio e il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica. Si tratta di un’azione teatrale che si ispira alle tecniche di smontaggio e rimontaggio frammentario della realtà messe in atto dalla scrittura di William Faulkner a partire da L’urlo e il furore (The Sound and the Fury), opera sperimentale che, a sua volta, nasce come diramazione da un verso del Macbeth: un materiale in divenire in cui le voci aprono nuovi spazi sonori e nuove scenografie interiori fino all’ultima sillaba del tempo registrato.

AZIONE B
La seconda azione prevede la programmazione di spettacoli che  soddisfano i seguenti parametri:
  • programmazione di spettacoli realizzati in residenza presso la propria sede;
  • programmazione di spettacoli realizzati in residenza presso altri titolari di residenza partecipanti al Progetto Interregionale;
  • programmazione di spettacoli realizzati da artisti emergenti;
  • programmazione di spettacoli realizzati da artisti under 35.
Durante la stagione 2015-16 il Teatro dell’Argine ha ospitato spettacoli frutto di residenze artistiche in altre regioni, come La Famiglia Campione de Gli Omini, in residenza presso Associazione Teatrale Pistoiese; spettacoli realizzati da artisti emergenti come Stasera sono in vena de La Corte Ospitale, Premio Cassino Off 2015; Gianni - Ispirato alla voce di Gianni Pampanini de La società dello spettacolo e Premio Scenario per Ustica 2015. Inoltre, spettacoli realizzati da artisti under 35 come Gli  Acrobati di Cantieri Meticci, Promemoria, monologo per una persona sola di HeArt Ass. Culturale, La stanza dei giochi di Scena Madre - progetto Interscenario 5 e Nina  la formichina che voleva volare del Teatro Delle Temperie.

AZIONE C
La terza ed ultima azione ha come obiettivo principale la formazione del pubblico attraverso attività artistiche dagli obbiettivi chiari, ovvero, a chi si rivolgono e cosa si propongono di fare, al fine di rafforzare la relazione con il pubblico e con il territorio di riferimento della residenza. Questa si propone, inoltre, di impegnarsi nel confronto e nella diffusione dei progetti dell’azione A con le altre realtà titolari di residenze.

Nel 2016 il Teatro dell’Argine ha realizzato il progetto Critici per un giorno, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Una palestra di educazione allo sguardo dove i bambini e le bambine di diverse scuole del territorio, guidati da operatori del Teatro dell’Argine, si preparavano in classe allo spettacolo che successivamente si recavano a vedere a teatro. Infine, preparavano una restituzione in classe, come se fosse una piccola recensione, dove analizzavano, in base ad una scheda di valutazione, gli spettacoli visti. Abbasso il teatro è, invece, un progetto rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, in cui le classi seguono percorsi laboratoriali da uno a cinque incontri legati al racconto della storia del teatro e alla drammaturgia contemporanea. Solidali Jr in collaborazione con Tra un atto e l’altro prevede tre laboratori di teatro gratuiti di 15 incontri ciascuno negli Istituti Superiori di Bologna (Rosa Luxemburg e Aldrovandi) e di San Lazzaro di Savena (Majorana).

La Compagnia ha poi attivato, anche per il 2016, percorsi dedicati agli spettatori, nell’ottica di coinvolgere e avvicinare quante più persone possibile al teatro, attraverso progetti come Aperitivo con il critico, in cui il giornalista e critico Massimo Marino incontra gli spettatori nell’ora precedente l’inizio degli spettacoli in cartellone all’ITC Teatro di San Lazzaro e, sorseggiando un bicchiere di vino, introduce il lavoro delle compagnie e lo spettacolo che da lì a poco va a iniziare. Si riconfermano gli Incontri con la compagnia a cura di Nicola Bonazzi che conduce, dopo ogni spettacolo della stagione di prosa dell’ITC Teatro, un momento di confronto con tutte le compagnie ospiti. Un incontro di circa mezz’ora che vede protagonisti gli artisti che si raccontano e gli spettatori che hanno la possibilità di fare domande, approfondire dubbi e curiosità rispetto a quello che hanno appena visto. Altra pratica di audience develompment è l’ArgineBox, una scatola ricca di attività a scelta che rendono lo spettatore o il semplice cittadino "teatrante per un giorno". Tra le tante proposte che si possono trovare nell’ArgineBox la possibilità di passare una giornata in compagnia del direttore, dei tecnici, degli organizzatori del teatro per fare domande e scoprire il lavoro dietro le quinte, ma anche stage di teatro gratuiti, riduzioni sugli spettacoli e tanto altro.

Il Teatro dell’Argine, anche per il 2016 ha messo in campo laboratori teatrali con l’intento di raggiungere chi solitamente non frequenta il teatro o perché non ne è ancora a conoscenza o perché, per diversi motivi, non ha mai avuto la possibilità di avvicinarsi ad esso. Tra questi il progetto Esodi, che prevede un laboratorio teatrale gratuito in tre lingue rivolto a giovani tra i 15 e i 35 anni, provenienti da diverse parti del mondo. Il gruppo, composto da 50 ragazzi e ragazze ha seguito un percorso teatrale di 6 mesi conclusosi con lo spettacolo finale Il paese dei Pinocchi nell’ambito di Estate 2016 San Lazzaro. Attore per un mese, un laboratorio teatrale gratuito di 4 incontri per assaggiare per la prima volta e “senza impegno” l’arte teatrale. Raccontami di te, è un laboratorio di teatro gratuito per la terza età in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di San Lazzaro e l’AUSER, che vede impegnati una ventina di anziani in stato di fragilità. Prosegue, infine, il lavoro di formazione di piccole compagnie amatoriali nell’ambito dei laboratori dell’ITC Studio. Gruppi di allievi che, pur perpetuando una modalità ancora non professionistica di approcciare il teatro, hanno deciso di compiere degli affondi più seri, e anche più ampi in termini di tempo dedicato, alla materia studiata.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202