Cultura Libera Tutti

Il Progetto

un progetto di Cooperativa Sociale Accaparlante, Istituzione Bologna Musei – MAMbo, Museo Archeologico e Compagnia Teatro dell'Argine/ITC Teatro di San Lazzaro
 
Nel corso del 2012/2013 si è costituita una rete significativa, formata da realtà diverse, tutte impegnate in ambito educativo e culturale, e si è realizzato un percorso formativo sperimentale che ha avuto come tema centrale l'accessibilità alla cultura.
Quattro moduli di autoformazione, ognuno gestito da 1 dei 4 coordinatori e rivolto, oltre che ai partner del progetto, a un gruppo di circa 40 educatori/operatori culturali afferenti a:
  • Istituzione Bologna Musei – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Museo del Patrimonio Industriale, Musei Civici d'Arte Antica, Museo del Risorgimento)
  • U.S.S.M. (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna - Ministero della Giustizia)
  • Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna
  • Associazione Fe.Bo. Archeologica Senza Titolo
  • Associazione Culturale A.I.P.I.
  • Associazione Tecnoscienza
  • Pubblico. Il Teatro di Casalecchio di Reno
Con accessibilità culturale si intende la possibilità di favorire un approccio alla cultura libero da quelle barriere architettoniche, fisiche, relazionali o legate alle competenze, che rischiano di emarginare soggetti che, per caratteristiche personali (disabilità, non conoscenza della lingua, fragilità sociale) faticano ad approcciarsi alle realtà culturali del territorio, rischiando di essere esclusi dalla fruizione di molte occasioni di conoscenza, espressione, creatività.
I quattro coordinatori del progetto hanno ideato e condotto moduli di alta formazione su questo tema, il risultato è un percorso interdisciplinare (linguaggi del contemporaneo, archeologia, teatro, drammatizzazione, scienze sociali) che utilizza il patrimonio culturale per rimuovere barriere fisiche, psicologiche e pregiudizi, favorendo l'inclusione, stimolando la creatività e l'espressione personale. Il percorso formativo è stato particolarmente apprezzato dal Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna: la professoressa Federica Zanetti ne ha messo in rilievo e promosso il potenziale educativo e l'approccio fortemente inclusivo. I quattro moduli sono stati inseriti nell'offerta universitaria come Laboratorio di formazione professionale dell'educatore sociale e culturale per l'anno accademico 2013-2014.
 
Sviluppi
CULTURA LIBERA TUTTI. Un percorso di formazione rivolto a insegnanti, educatori, operatori sociali, mediatori culturali.
I coordinatori del progetto offrono il percorso formativo (4 moduli di 3 ore ciascuno) ai primi 40 insegnanti/operatori che ne faranno richiesta.
Periodo: ottobre-dicembre 2013.
 
CULTURA LIBERA TUTTI. Un percorso educativo rivolto alle scuole del territorio
Tutte le classi delle scuole primarie e secondarie potranno fruire di un percorso educativo appositamente ideato e composto da almeno due incontri, il primo da svolgersi al museo o al teatro, il secondo a scuola.

La rete

Premessa
Nella società contemporanea la cultura è ormai riconosciuta come uno strumento utile a favorire lo stato di ben-essere della persona, considerata sia come individuo sia come parte di una collettività.
La frequentazione dei linguaggi dell'arte e della cultura in generale, infatti, attiva processi di apprendimento permanente, contribuisce ad alimentare il senso di appartenenza al territorio e facilita lo sviluppo della sensibilità, della comprensione della propria identità, della storia e della realtà che ci circonda.
In questa prospettiva le istituzioni culturali si propongono come spazi accessibili, in grado di fornire occasioni di confronto, riflessione, arricchimento e partecipazione, per consentire al fruitore di coltivare la propria memoria e identità in rapporto con il proprio tempo. Il ruolo educativo e formativo delle offerte della cultura si esplicita quindi nell'impegno a favorire un approccio inclusivo che sia rivolto a un'ampia gamma di pubblici e che ne riconosca le specifiche esigenze, soprattutto in relazione a situazioni di difficoltà, fragilità sociale o disabilità permettendo a tutti di diventare spettatori e cittadini partecipi del nostro tempo rivoluzionando realmente l’approccio alla diversità.
Date queste premesse diventa fondamentale potenziare strategie operative che permettano di abbattere barriere e impedimenti, primo tra tutti la non conoscenza, la difficoltà, cioè, di identificare nell’altro aspetti simili ai nostri e riconoscere il valore della diversità, considerata non più come limite ma come risorsa, non come ostacolo ma come opportunità, non come perdita ma come ricchezza.
 
La rete
La positiva collaborazione che la Cooperativa Accaparlante ha messo in atto attraverso percorsi specifici con l'Istituzione Bologna Musei (in particolare MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna e Museo Civico Archeologico) e ITC Teatro – Compagnia Teatro dell'Argine ha fatto emergere la volontà di compiere un'azione più ampia e trasversale, che si è tradotta nella possibilità di costruire una rete significativa di realtà diverse ma impegnate culturalmente sul territorio e nella realizzazione di due percorsi formativi/educativi sperimentali, uno per insegnati, educatori e studenti di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna, l'altro per le scuole, entrambi incentrati sul tema della cultura accessibile. Il primo nucleo di coordinatori è formato da:
  • Cooperativa Accaparlante
  • Istituzione Bologna Musei
  • ITC Teatro – Compagnia Teatro dell'Argine

Hanno inoltre aderito altre realtà ed enti culturali che operano in ambito educativo e sociale:

  • Istituzione Bologna Musei – Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Museo del Patrimonio Industriale, Musei Civici d'Arte Antica, Museo del Risorgimento)
  • U.S.S.M. (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna - Ministero della Giustizia)
  • Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna
  • Associazione Fe.Bo. Archeologica Senza Titolo
  • Associazione Culturale Associazione A.I.P.I.
  • Associazione Tecnoscienza
  • Pubblico. Il Teatro di Casalecchio di Reno

Corso di Formazione

Dedicato a insegnanti, educatori e mediatori culturali
 
Obiettivo
Offrire alle diverse professionalità occupate nell’ambito dell’insegnamento, dell’educazione e del sociale specifici strumenti di formazione, cognitivi e metodologici, con uno spettro molto ampio che va dal multiforme e complesso patrimonio culturale offerto dai musei cittadini alla visione e alla pratica teatrale, visti non solo come elementi culturali, artistici e creativi, ma come differenti modalità di incontro e conoscenza della diversità, capaci di attivare creare nuovi linguaggi per nuovi progetti educativi.
 
Primo incontro
Progetto Calamaio: l’incontro con la diversità
sabato 19 ottobre 2013 dalle 15 alle 18
Cooperativa Accaparlante
 
Il percorso parte dal particolare approccio alla disabilità e in genere alla diversità elaborato negli anni all’interno del Progetto Calamaio della Cooperativa Accaparlante.
Nell’incontro diretto con le persone disabili le prime reazioni dal punto di vista emotivo sono la paura e la diffidenza. Accostarsi ad una persona disabile suscita questi sentimenti perché la diversità, e non solo quella del disabile, costringe ad uscire da se stessi per confrontarsi con l’altro e questo movimento verso l’esterno viene vissuto come perdita di parte della propria identità.
Dalla paura si origina l’emarginazione, di cui sono vittima non soltanto i disabili ma tutti coloro che si allontanano, in qualche modo, dalla 'normalità'. E la paura genera anche il pregiudizio: un giudizio dato a priori su qualcosa di cui, per via della paura, non si è fatto esperienza diretta. Riconoscere i pregiudizi, e capire che sono radicati in noi a causa della paura e non basati su fatti reali e concreti, è il primo passo in vista del loro superamento. In questo senso la conoscenza diretta con la diversità e la possibilità di sperimentarla in modo positivo e giocoso permettono di verificare e superare i propri pregiudizi e scoprire nelle persone disabili elementi positivi che contraddicono i nostri stereotipi.
 
Secondo incontro
Diversamente Arte
sabato 26 ottobre 2013 dalle 15 alle 18
MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14 - Bologna
 
L'incontro intende utilizzare l'arte contemporanea come uno strumento educativo in grado di ampliare e arricchire le prospettive culturali e individuali. L'incontro con l'opera d'arte infatti può costituire per tutti uno strumento potente di allontanamento dalla contingenza personale e, nello stesso tempo, l'ascolto e la condivisione della cultura contemporanea consentono di riaccordarci con il tempo presente.
Possiamo dunque considerare l'espressione artistica come un linguaggio non convenzionale da utilizzare per abbattere le barriere, sia fisiche che psicologiche, sia culturali che sociali. L'arte contemporanea infatti genera un punto di vista divergente sul mondo e interagisce con la nostra vita quotidiana permettendoci di riflettere su chi siamo e su come percepiamo la nostra identità e quella delle persone che ci circondano. Di fatto l'arte contemporanea allena il nostro sguardo e soprattutto la nostra capacità di comprendere ”l'altro” perché si tratta di un linguaggio spesso sconosciuto, “diverso”, e perché induce lo spettatore a mettersi in discussione e a trovare nuovi strumenti di lettura, di rielaborazione e infine di comunicazione.
 
Terzo incontro
Io sono un altro, l'altro sono io
sabato 9 novembre 2013 dalle 15 alle 18
Teatro dell’Argine/ITC Studio
via Vittoria,1 - San Lazzaro di Savena (Bologna)
 
Il carattere proprio del teatro e delle arti performative in generale e la loro valenza come strumenti di socialità, coesione e di educazione non formale sono ormai universalmente riconosciuti: gli esercizi e le pratiche teatrali possono essere strumenti perfetti per facilitare l’espressione naturale, talvolta appassionata, delle persone coinvolte, promuovendo così un concetto di accessibilità culturale più ampio, che comprenda l’idea di una partecipazione attiva degli individui.
Inoltre, giochi, esercizi ed attività teatrali generano un contesto di creazione artistica collettiva, in cui ciascuno mette in gioco un pezzo di sé condividendo idee, memorie, emozioni, empatia e fiducia reciproca.
Il lavoro collettivo mirato a un obiettivo comune stimola per sua natura il dialogo, sia esso tra diverse culture, generazioni o più semplicemente tra persone con idee differenti, e abbatte diverse barriere: i partecipanti sono individui e, come tali, portatori di specificità legate alle loro diversità, capacità, provenienze, culture; ma nel lavoro teatrale essi sono un gruppo, lavorano insieme, alla pari, nello stesso luogo, per un obiettivo comune, al quale contribuiscono con il proprio individuale apporto.
 
Quarto incontro
Ringrazio gli dei di non essere nato barbaro…
sabato 16 novembre 2013 dalle 15 alle 18
Museo Civico Archeologico
via dell'Archiginnasio 2 - Bologna
 
Iconografie e linguaggi simbolici dell’antichità ci affidano spesso la descrizione dell’individuo all’interno della comunità, secondo una precisa codifica di status, rango, ruolo. Talvolta la definizione di sé avviene sottolineando l’opposizione o la diversità rispetto all’”altro”.
Nelle fonti archeologiche e letterarie si possono leggere le tracce di processi di inclusione o esclusione. Pratiche, idee, pregiudizi delle antiche società possono costituire un punto di partenza apparentemente neutro e “distante” per riflettere sulle nostre categorie del diverso.

Percorso per le scuole

un percorso educativo rivolto alle scuole del territorio
 
Obiettivi
  • fare esperienza della diversità attraverso l’incontro diretto con persone con disabilità e valutare le conseguenze prodotte da questo stesso incontro;
  • superare l’impatto emotivo iniziale attraverso la disponibilità a entrare in relazione;
  • fare emergere i pregiudizi sull’handicap e individuarne l’origine;
  • compiere una riflessione critica su uguaglianza e diversità;
  • sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti della diversità;
  • sapere affrontare con creatività situazioni di difficoltà attivando capacità e potenzialità personali;
  • ridefinire il proprio atteggiamento nei confronti della diversità e dello svantaggio, ampliando la propria visione della diversità;
  • utilizzare i saperi, le tecniche, le modalità didattiche specifiche dei diversi campi rappresentati dagli istituti culturali coinvolti per attivare processi di dialogo e confronto tra culture e sensibilità differenti, stimolare la riflessione e il dialogo tra i bambini e ragazzi, affinché approfondiscano la conoscenza dell’altro e delle sue diversità (cultura, religione, tradizione, storia personale…) e le rispettino;
  • potenziare il ruolo degli istituti culturali come promotori di inclusione sociale, contribuendo al dialogo sociale e alla diversità come strumenti per la coesione, la cooperazione e l’inclusione sociale, favorendo scambi e creatività culturale.
 
Articolazione del percorso
Il percorso prevede almeno due incontri:
  • il primo a scelta tra le proposte a cura di: MAMbo - Museo d'arte Moderna di Bologna, Museo civico Archeologico, Teatro dell'Argine/ITC teatro (da svolgersi al museo o a teatro)
  • il secondo a cura della Cooperativa Accaparlante - Progetto Calamaio (da svolgersi a scuola).
Destinatari
Il percorso si rivolge a tutte le classi della Scuola Primaria e Secondaria di I e II grado. Le modalità di conduzione e le attività proposte saranno adattate e calibrate a seconda della fascia di età.
 
Modalità di prenotazione
Per informazioni e prenotazioni:
Cooperativa Accaparlante – Patrizia Passini
Tel: 349 2481002 – 051 6415005
calamaio@accaparlante.it
 
Modulo al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
Di-segni non convenzionali
Il percorso intende indagare il segno nelle sue trasformazioni all’interno dei linguaggi artistici contemporanei e sperimentare il suo valore comunicativo, espressivo ed estetico attraverso una serie di esperienze laboratoriali che coinvolgono il corpo, il gesto e lo spazio. La visione dei dipinti Informali presenti nella Collezione Permanente del MAMbo diventa spunto per esplorare inedite modalità di esprimersi attraverso il segno, il colore e la materia.
Un segno che non descrive più gli oggetti reali che cosa potrà mai raccontare? Potrà finalmente parlare di sé, della sua vita, dei suoi movimenti, dei suoi spessori, dei suoi ritmi, libero di sgocciolare o di camminare sicuro e pulito nello spazio del quadro. Tutto ciò che vogliamo esprimere è compreso nel gesto e nel segno che ne scaturisce. Il segno conserva in forma duratura la natura dinamica di un'azione, ne è la traccia visiva, ed è parte del nostro personale alfabeto espressivo. Il segno infatti è l'anello visibile di un processo composto da più elementi e situazioni: la realtà che ci circonda, la tensione muscolare ed emotiva, la posizione del corpo, la scelta e l'utilizzo dello strumento, la tipologia del supporto e infine l'intenzione di ciò che vogliamo esprimere.
Lavorare sul segno, quindi, permette di dare voce alle nostre emozioni interne stimolando la possibilità di raccontare e raccontarsi in maniera “diversa”, al di là della comunicazione verbale. I nostri di-segni ci rispondono in un dialogo continuo che riguarda noi stessi, il nostro vissuto e i cambiamenti che stiamo affrontando.
 
Metodologia
La metodologia utilizzata fa riferimento all'orientamento fenomenologico, in quanto l'opera d'arte è al centro di riflessioni, interpretazioni, letture che vanno a costituire il senso dell'opera, in continua crescita e cambiamento. L'opera d'arte contemporanea diviene un testo-pretesto per la progettazione e la realizzazione di attività laboratoriali. Il laboratorio è considerato un luogo di scelta, di sperimentazione, di scambio, di crescita culturale ed emotiva, uno spazio di libertà.
 
Modalità
Un incontro di 2 ore diviso in 2 parti, una nelle sale del museo e una in laboratorio.
 
Prima parte
  • visione e analisi di alcune opere della Collezione Permanente del MAMbo, con particolare attenzione per i dipinti Informali;
  • attività laboratoriali ispirate alle opere viste insieme e dedicate al valore espressivo e comunicativo del segno: scarabocchio narrativo e scrittura emotiva;
  • presentazione degli elaborati realizzati.
Seconda parte
  • laboratorio collettivo: bambini e ragazzi vengono coinvolti in una performance ispirata alla serie Drawing Restraints di Matthew Barney, al fine di rappresentare attraverso segni, gesti e movimenti i limiti o le nuove possibilità della relazione con “l'altro”;
  • momento di confronto e riflessione per raccontare il percorso svolto, le difficoltà incontrate e le scoperte fatte.
Modulo all'ITC Studio - Compagnia Teatro dell’Argine
Io sono un altro, l’altro sono io
Il gioco della recita, attraverso le tecniche dell’improvvisazione e della drammatizzazione, è in una prima fase strumento di analisi dei comportamenti in possibili situazioni di vita quotidiana. Nella valorizzazione di bambini e ragazzi come individui capaci di creare e di regalare stimoli a se stessi e a tutto il gruppo di lavoro, il teatro si rivela essere un formidabile strumento per operare anche in situazioni complesse o di difficoltà all’interno delle scuole, ma anche in centri giovanili o di prima accoglienza per stranieri o simili.
Il concetto di diversità, attraverso il teatro, assume immediatamente il significato di risorsa: diverse culture e religioni, origini ed esperienze, non solo non generano conflitti, ma sono valori, perché portano con sé nuove ispirazioni per alimentare i giochi creativi proposti.
 
Metodologia
Il lavoro si articola in esercizi per promuovere l’ascolto di sé e degli altri, e, conseguentemente, il lavoro di gruppo. Un invito a scoprire e a risvegliare la propria espressività mettendosi in gioco in prima persona e riscoprendo la propria capacità di giocare. Attraverso esercizi di espressività corporea, composizione coreografica, improvvisazione teatrale, si forniscono a bambini e ragazzi gli strumenti per creare ed esprimere le proprie idee. 
Il teatro diventa pertanto un’occasione in più per comunicare, esprimere, capire e conoscere gli altri e se stessi, per maturare liberamente il proprio rapporto con il mondo. La complessità e le tipologie specifiche di esercizi variano a seconda della fascia di età dei gruppi coinvolti.
 
Modalità
Un incontro di 2 ore diviso in 2 parti.
 
Prima parte
  • saluti; primi giochi di conoscenza dei membri del gruppo e di presentazione;
  • esercizi sull’equilibrio, le direzioni, l’esplorazione dell’ambiente, i ritmi, le andature, il controllo del corpo, l’osservazione di sé e degli altri;
  • elementi di movimento creativo, espressione corporea e improvvisazione, invenzione e sviluppo del personaggio a partire dagli elementi raccolti nelle presentazioni.
Seconda parte
  • giochi di improvvisazione teatrale, relazione tra personaggi, costruzione di storie.
Modulo al Museo Civico Archeologico
Ringrazio gli dei di non essere nato barbaro: un percorso alla scoperta dell'altro a partire dall'iconografia della ceramica attica
Il percorso pone al centro la scoperta dell'altro, del diverso, a partire dalle ceramiche greche delle collezioni del Museo, ricche di soggetti e scene figurate che portano in primo piano il tema della diversità e dell'alterità. L’iconografia dei vasi risponde infatti alle categorie di chi principalmente ne faceva uso: il cittadino ateniese, maschio, adulto, libero, che li utilizzava nello spazio particolare del simposio, momento di socialità dedicato al vino, dono di Dioniso.
Vengono quindi di volta in volta in primo piano le figure rispetto alle quali il protagonista del simposio si definiva per opposizione o diversità: la donna, lo schiavo, il giovane, il barbaro...
Dall'antichità il percorso si sposta all'oggi e ci porta, attraverso un momento di animazione-dibattito, a riflettere sulle nostre categorie del diverso.
 
Metodologia
Il percorso si articola in momenti di conoscenza e di riflessione animati da giochi e tecniche attive, collegati ad una visita guidata da un archeologo che prevede la contestualizzazione dei reperti, l’osservazione diretta, la scoperta e il commento delle iconografie inerenti il tema affrontato, con l’ausilio di schede didattiche opportunamente predisposte.
 
Modalità
Un incontro da 2 ore diviso in 2 parti.
 
Prima parte
  • saluti; primi giochi di conoscenza dei membri del gruppo e di presentazione, contestualizzazione e analisi dei reperti e delle iconografie.
Seconda parte
  • dalla storia a noi: riflessione mediante tecniche attive, discussione e confronto.
Modulo a scuola
Progetto Calamaio: incontri con la diversità a scuola
Il percorso parte dal particolare approccio alla disabilità e in genere alla diversità elaborato negli anni da CDH/Progetto calamaio: nell’incontro diretto con le persone disabili le prime reazioni dal punto di vista emotivo sono la paura e la diffidenza. Accostarsi ad una persona disabile suscita questi sentimenti perché la diversità, e non solo quella del disabile, costringe ad uscire da se stessi per confrontarsi con l’altro e questo movimento verso l’esterno viene vissuto come perdita di parte della propria identità. In effetti, accogliere l’altro significa rinunciare ad una parte di sé, mettere in discussione i propri schemi e le proprie convinzioni, ma questo confronto non rappresenta una perdita per l’individuo bensì un arricchimento.
Dalla paura si origina l’emarginazione di cui sono vittima non soltanto i disabili ma tutti coloro che si allontanano, in qualche modo, dalla normalità: si tende a fuggire ciò che si teme, che appare diverso perché in realtà non si conosce. Ma la paura genera anche il pregiudizio: un giudizio dato a priori su qualcosa di cui, per via della paura, non si è fatto esperienza diretta. Riconoscere i pregiudizi, e capire che sono radicati in noi a causa della paura e non basati su fatti reali e concreti, è il primo passo in vista del loro superamento. In questo senso la conoscenza diretta con la diversità e la possibilità di sperimentarla in modo positivo e gioioso permettono di verificare e superare i propri pregiudizi e scoprire nelle persone disabili elementi positivi che contraddicono i nostri stereotipi. La conoscenza produce coscienza e quest’ultima aiuta a superare la paura e il pregiudizio. La nostra proposta vuole stimolare lo sviluppo di un’identità critica attraverso il dialogo e l’incontro con l’altro da me, utilizzando strumenti quali la creatività, il corpo e le emozioni. Il progetto lavora per ridurre l’handicap in quanto svantaggio, valorizzando l’aspetto di difficoltà intesa come risorsa.
L’equipe che condurrà l’incontro, prevede la partecipazione anche di formatori e animatori disabili.
 
Strumenti e metodologia
L'incontro, diversificato a seconda della fascia di età dei partecipanti, affronta alcune importanti tematiche, quali la conoscenza, l’identità, la diversità, il pregiudizio, la paura, la difficoltà, l’aiuto. La metodologia di lavoro utilizzata nelle classi prevede un approccio attivo e collaborativo; bambini e ragazzi vengono coinvolti in prima persona e resi soggetti attivi del percorso.
Gli strumenti maggiormente utilizzati sono i seguenti:
  • drammatizzazioni;
  • tecniche attive;
  • giochi cooperativi;
  • giochi di ruolo;
  • giochi per associazioni di idee;
  • discussione e confronto.
Modalità
Un incontro di 2 ore diviso in 3 parti:
  • l’incontro con l’altro;
  • presentazioni e giochi di conoscenza l’altro da noi;
  • associazione di idee e gioco di ruolo Diventare un Noi;
  • conclusioni e riflessioni finali.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202