Le Parole e la Città Evento  -  2014

Locandina

Le Parole e la Città
Spettacolo itinerante per cento attori e ospiti diversi ogni sera
Parco della Resistenza/ITC Teatro di San Lazzaro
 
Vincitore Premio Nico Garrone 2015
Finalista Premio Ubu 2015

in collaborazione con Comune San Lazzaro di Savena, Provincia Bologna, Distretti Culturali, Regione Emilia-Romagna, bè bolognaestate 2014, Es.te.so – Estate dei Teatri Solidali, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Legacoop Cultura, Legacoop Bologna, Manutencoop, Conad San Lazzaro, Unipol, Carisbo Banca, Bonifica Renana, Coop Adriatica, Coop costruzioni, Co.ind

con gli attori del Teatro dell'Argine: Lorenzo Ansaloni, Francesca Bagnara, Caterina Bartoletti, Giada Borgatti, Micaela Casalboni, Lorenzo Cimmino, Lea Cirianni, Vittoria De Carlo, Giovanni Dispenza, Younes Elbouzari, Deborah Fortini, Giulia Franzaresi, Paolo Fronticelli, Gigliola Fuiano,  Gloria Gulino, Francesco Izzo Vegliante, Alessandro Migliucci, Ida Strizzi, Nezha Tammar, Giulia Ventura, Elena Zagaglia
 
ospiti di eccezione ogni sera diversi: Eugenio Allegri, Babilonia Teatri, Ascanio Celestini, Laura Curino, Giuliana Musso, Oblivion, Punta Corsara, Mimmo Sorrentino, Teatro delle Albe
 
e con gli allievi del Teatro dell’Argine: Annamaria Andrei, Rosy Aprile, Giacomo Armaroli, Francesca Arrivabene, Ludovica Bagnulo, Vanja Baltic, Matteo Baroni, Alessandro Bonanni, Marisa Bonetti, Lucia Bonini, Stefano Bossi, Massimo Buganè, Evelina Califano, Riccardo Calmucchi, Domenico Cardile, Leonarda Carlini, Luisa Castagnoli, Carmen Cau, Lorenzo Cavrini, Yodith D'Uva, Diego Damiani, Lorenzo De Mitri, Angela Degli Esposti, Roberta Di Turo, Leila Falà, Gabriele Feliciangeli, Elisa Fenu, Alessandro Ferrari, Elena Ferrari, Daniela Gardenghi, Giuliano Gasperini, Serenella Gatti, Ginevra Guizzardi, Silvia Ghirardi Frilli, Gianfranco Giannerini, Diego Gombi, Carlotta Gruppioni, Ginevra Guizzardi, Chiara Lambertini, Alice Landi, Lucia Leonardi, Alice Lisi, Mary Lombardo, Silvana Maiorano, Matteo Malacarne, Marco Maldotti, Valentina Maran, Luisa Maurizzi, Manuela Mengoli, Massimo Mengoli, Ilir Merlika, Clelia Mingozzi, Jacopo Moruzzi, Alberto Muscolino, Diana Naldi, Sanam Naderi, Luisa Nifosì, Nicolò Ori, Luana Paladini, Roberta Parrella, Anna Pensato, Federico Piacenti, Edoardo Pitrè, Elisa Pompilio, Valentina Romanini, Diego Rosa, Domenico Samele, Luca Schirru, Elvira Scorza, Sanaà Selfaoui, Noemi Silvestro, Gloria Taloni, Laura Todini, Nicolò Tonelli, Patrizia Tossani, Riccardo Vannelli, Antonella Villari, Barbara Vitanza
 
coordinamento registico: Andrea Paolucci, Vincenzo Picone, Nicola Bonazzi, Mattia De Luca, Giulia Maurigh, Riccardo Tabilio
 
coordinamento drammaturgico: Nicola Bonazzi, Lorenzo Ansaloni, Giacomo Armaroli, Caterina Bartoletti, Lucia Bonini, Giada Borgatti, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Azzurra D'Agostino, Vittoria De Carlo, Leila Falà, Giulia Franzaresi, Sara Maurizi, Roberta Parrella, Andrea Paolucci, Vincenzo Picone, Viviana Salvati, Ida Strizzi, Giulia Ventura, Elena Zagaglia, Annalisa Zoffoli
 
traduzioni in lingua araba: Gassid Mohammed, Zine Labidine Jahabli, Ossama Karamane
traduzioni in lingua inglese: Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Ida Strizzi
 
voci narranti versione in italiano: Lorenzo Ansaloni, Giacomo Armaroli, Vanja Baltic, Massimo Battisti, Nicola Bonazzi, Massimo Buganè, Evelina Califano, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Leila Falà, Paolo Fronticelli, Andrea Gadda, Lucia Gadolini, Michela Giorgi, Gli amici di Luca, Francesco Izzo Vegliante, Zine Labidine Jahabli, Chiara Lambertini, Gruppo Lavoratori La Perla, Andrea Lupo, Valentina Maran, Alessandro Migliucci, Jacopo Moruzzi, Sanam Naderi, Diana Naldi, Federico Piacenti, Simone Romanini, Domenico Samele, Elvira Scorza, Giulia Sita, Ida Strizzi, Gloria Taloni, Nezha Tammar, Nicolò Tonelli, Giulia Ventura, Margherita Zanardi, Lorenzo Zuffa
voci narranti versione per bambini: Giacomo Armaroli, Caterina Bartoletti, Giada Borgatti, Paolo Fronticelli, Ida Strizzi, Francesco Izzo Vegliante, Elena Zagaglia
voci narranti versione in inglese: Micaela Casalboni, Simon Barletti, Giulia Franzaresi, Alessandro Migliucci, Ida Strizzi
voci narranti versione in arabo: Younes Elbouzari, Nezha Tammar
 
installazioni, oggetti di scena e abbecedari: Giada Borgatti, Mattia De Luca, Carmela Delle Curti, Giulia Maurigh, Giulia Franzaresi, Andrea Paolucci, Vincenzo Picone, Riccardo Tabilio
costumi: Francesca Bagnara, Caterina Bartoletti, Giada Borgatti, Giulia Franzaresi
video: Laura Bissoli, Antonio Racioppi
foto: Luciano Paselli, Davide Saccà, Monique David, Yodith D'Uva
coordinamento tecnico: Carlo Corticelli, Zine Labidine Jahabli, Francesco Massari, Michela Marella
allestimento: Gramigna Srl
luci: Coop56
audioguide: Exhibo s.p.a
organizzazione: Giada Borgatti, Jessica Bruni, Micaela Casalboni, Vittoria De Carlo, Giulia Franzaresi, Monica L’Erario, Fabiola Martella, Cristina Niro, Giulia Pompili, Stefano Salerno, Giulia Ventura
amministrazione: Anna Maria Martino, Marta Scalvini, Sonia Scanu
 
un progetto del Teatro dell'Argine

Note di regia

Quest’anno il Teatro dell’Argine compie vent’anni.
È per questo che abbiamo deciso di farci un regalo.
Cioè uno spettacolo.
Quando si fa un regalo si tenta sempre di assecondare le attitudini e i gusti del festeggiato.
Così, per farci un regalo – cioè uno spettacolo – abbiamo dovuto ricapitolare questi vent’anni di vita e, come in uno specchio, provare a definire le nostre attitudini, la nostra natura.
Scoprendo che quello che abbiamo sempre fatto, fatto più di tutto il resto, è stato realizzare teatro insieme alle persone, diffonderlo attraverso la pratica, condividere idee e suggestioni, coltivare percorsi di partecipazione e creare una comunità con il teatro al centro, possibile cuore pulsante di una città viva, accogliente, matura.
Questo doveva essere il regalo che avevamo in mente: uno spettacolo in grado di raccontare la città, quella che abitiamo e quella che vorremmo abitare, quella che abbiamo conosciuto e che ci piacerebbe moltiplicare perché tutti possano conoscerla.
Siamo andati in giro per quasi un anno a incontrare enti, associazioni, gruppi di persone unite da una comune attività o un comune sentire perché ci dicessero le parole che le tengono insieme e su cui vorrebbero fondare una loro idea di città.
Abbiamo provato a rappresentare tutte queste idee attraverso piccole installazioni sonore e visive. Ce ne sono parecchie, nello spettacolo, di queste installazioni, ma non tutte (troppe!) quelle che avremmo voluto: vanno a formare la nostra idea di città, accogliente, solidale, aperta.
Una città che si racconta attraverso la pratica del teatro, dialogica e condivisa.
Per questo saremo noi, noi Teatro dell’Argine, a prendervi per mano e ad introdurvi nella nostra città, insieme ad alcuni amici che in questi anni sono venuti a farci visita e a donarci le loro visioni.
E alla fine vorremmo, insieme, fare festa, come in ogni compleanno che si rispetti, e portarci a casa, in dono, lo stupore dell’incontro.
Che è alla base di ogni convivenza.
Alla base di ogni città.
Alla base di ogni teatro.
È il teatro la nostra città.
La nostra città siete voi.

Spettacolo

Uno spettacolo scritto, recitato e realizzato con la collaborazione di oltre 3.000 intervistati. Un’azione teatrale collettiva recitata in più lingue – italiano, inglese, arabo – e in due versioni speciali per bambini e per non udenti. Una città teatrale da scoprire seguendo le suggestioni sonore di chi la abita e di chi l'ha vissuta sera per sera.
All’interno dello spazio scenico è stata ricostruita una sorta di città in miniatura, rappresentata non da case e palazzi, bensì da piccoli palcoscenici, ognuno dei quali è stato dedicato a una delle tante voci raccolte nel corso dei mesi. All’arrivo, lo spettatore è stato dotato di un’audioguida simile a quelle che si usano nei musei, con la quale si è mosso tra le vie della città teatrale scegliendo liberamente quale spazio visitare, in un viaggio intimo, affascinante e libero, fino a ritrovarsi tutti insieme nella piazza centrale per raccontarsi e riconoscersi come nuovi cittadini.

Materiali drammaturgici

ParoleValigia: la cartolina per viaggiare verso la Nuova Città
«Siamo in viaggio. Nostro malgrado. Sfollati alla ricerca di un luogo dove andare. Possiamo portare con noi solo una parola; una parola per la nostra Città ideale. La mia parola è…». La cartolina era disponibile all’ITC Teatro e all’ITC Studio; è stata portata e proposta come esercizio creativo nelle scuole, nelle associazioni, nelle organizzazioni, anche su richiesta. La cartolina era un gioco per trovare parole che rappresentano desideri: come vorremmo che fosse la Nuova Città? Cosa non può mancare? O chi? Lo sforzo è stato minimo: scrivere una parola. Il contributo è stato grande: ci ha aiutato a trovare le parole chiave a fondamenta dello spettacolo di luglio, la mappa ideale della Nuova Città.
 
Abbecedario Urbano: raccontami chi sei in 21 parole
Una Città, soprattutto se ideale, è composta da Cittadini e Gruppi di Cittadini: scuole di ogni ordine e grado, università, biblioteche, circoli ricreativi e culturali, associazioni, centri che si occupano di educazione, di sociale, di memoria, di interculturalità. A tutti è stato chiesto di collaborare alla fondazione della nuova Città. In che modo? Creando l'Abbecedario del proprio gruppo o associazione, ovvero la propria carta d'identità in 21 parole, una per ogni lettera dell'alfabeto italiano. Nel corso di un incontro di un paio d'ore con i membri del TdA, attraverso interviste e racconti, oppure usando gli strumenti del teatro e della scrittura creativa, il gruppo ha potuto ragionare sulle parole, i valori, i luoghi che per i suoi membri sono importanti: A come Accoglienza, B come Bambini, C come...
Gli Abbecedari raccolti su tutto il territorio provinciale, ma anche in Italia e nel mondo, ovvero le parole sintesi delle memorie e dei desideri di ciascuna realtà coinvolta, sono diventati parte dello spettacolo di luglio e un libro consultabile on line.
 
Cento interviste per cinque parole
Esponenti dell’arte, della cultura, del giornalismo. Rappresentanti delle realtà territoriali e delle associazioni. Quelli che impropriamente vengono definiti comuni cittadini ma che comuni non sono mai.
Abbiamo chiesto a cento persone di scegleire cinque parole con cura per iniziare un nuovo cammino, per staccarsi dalla crisi. Le cinque parole scelte da ognuno degli intervistati, oltre che a essere diventate una videoinstallazione, hanno contribuito alla stesura dei testi dello spettacolo di luglio.

Progetto

Le Parole e la Città, oltre ad essere uno spettacolo, è un progetto nato in occasione dei vent’anni della Compagnia.
Vent’anni in cui abbiamo cercato di fare teatro oltre le mura, in mezzo alla gente, per le strade, per le piazze, nei teatri d’Italia e d’Europa, nelle scuole, tra adulti, adolescenti, bambini, tra persone di ogni cultura e provenienza.
Le Parole e la Città è performance e azioni teatrali itineranti, un convegno, un concorso di scrittura per bambini e ragazzi, una videoinstallazione, una pubblicazione e una rete.
 

 

Foto

Seleziona una miniatura per scorrere l'intera galleria e scaricare quella che più ti piace.

Video

Premio

Le Parole e la Città vince il Premio Nico Garrone 2015

Il premio, intitolato alla memoria del critico di teatro e giornalista romano scomparso nel 2009, viene assegnato da una giuria di critici su segnalazione di giornalisti, ma anche di operatori, studiosi e spettatori a un Maestro e a un Evento "che abbia saputo dare positivo impulso al teatro, alla cultura teatrale attraverso festival o spettacolo, saggio o collaborazioni internazionali". Proprio in quest'ultima categoria la giuria, composta dai critici Sandro Avanzo, Rossella Battisti, Enrico Marcotti, Valeria Ottolenghi e da Anna Giannelli, collaboratrice di Nico Garrone, ha deciso di premiare Le Parole e la Città, lo spettacolo nato per festeggiare i vent'anni della compagnia.

Il premio, che nasce da una collaborazione tra il Comune di Radicondoli, A.N.C.T. Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e Radicondoli Festival, è stato consegnato venerdì 31 luglio 2015 nel corso della ventinovesima edizione del Festival toscano, del quale lo stesso Garrone fu direttore artistico.
 
Motivazione
Più di un'esperienza teatrale e qualcosa di molto diverso da una messa in scena, anche se di una messa in scena si deve parlare.
Le Parole e la Città, si pone come un progetto affatto originale nel panorama del teatro nazionale e internazionale proprio nelle modalità in cui pone in relazione il fare teatro e i luoghi, le persone e le istituzioni che lo fanno nel quotidiano.
È espressione delle capacità di un territorio di produrre cultura nel momento stesso in cui riconosce le esigenze e i processi che lo spingono a produrre quel tipo di cultura. Ma insieme è anche l'espressione della cultura di un gruppo teatrale.
Il Teatro dell’Argine  ha celebrato i propri primi vent'anni di attività scansando la semplice chiave della memoria e andando a recuperare in maniera attiva molte delle infinite realtà cittadine con cui ha intessuto relazioni nel corso di questi due decenni; nel medesimo tempo, le ha spinte a chiedersi a loro volta i perché etici e sociali alla base del proprio essere e a trovare una forma e un tema teatrali per presentarli e ribadirli in pubblico. Cercando in una dimensione collettiva le caratteristiche della città ideale del nuovo millennio, Le Parole e la Città si pone come esperienza che rimette in circolo il senso stesso del teatro come luogo del confronto e della discussione.
Riconoscersi per conoscere e per procedere. La polis si rispecchia nel teatro e il teatro è specchio della polis. In Le Parole e la Città cittadini e attori diventano elementi paritetici di un'esperienza che passando attraverso autocoscienza, consapevolezza e confronto si fa politica nei valore più profondo e intimo dell'etimo. Tanto che ad andare in scena non è più solo il Teatro dell’Argine o la cittadina di San Lazzaro allargata alla più vasta e vicina Bologna, con le sue cooperative di donne immigrate, con i suoi vigili urbani, i suoi intellettuali, i suoi circoli culturali, i suoi scout o le sue istituzioni culturali, ma è un'esperienza umana collettiva che valica cromosomicamente i confini di comune, regione e paese.

La giuria
Sandro Avanzo, Rossella Battisti, Anna Giannelli, Enrico Marcotti, Valeria Ottolenghi
 
 
 
Le Parole e la Città è stato inoltre inserito nella terna finalista del Premio Ubu 2015 nella categoria Progetto artistico o organizzativo.
 

Recensioni

dramma.it
Maria Dolores Pesce
Trenta palcoscenici sparsi nella radura, ciascuno con la sua storia, ciascuno con la sua drammaturgia raccolta in una narrazione sempre inaspettatamente affascinante nella sua semplicità, e noi liberi di costruire la nostra peripezia singolare intercettandone di volta in volta e ricostruendo, e non solo per noi, senso e finalità.
Una città che non è più solo un luogo da abitare ma si trasforma in un luogo da condividere – immaginando - e da narrare, recuperandone le parole nel farsi stesso della drammaturgia.
[…] Alla fine della nostra peripezia singolare e soggettiva, conveniamo tutti insieme nello spazio centrale, più tradizionale, per confermare le parole narrate ed ascoltate e così trasmettercele e forse condividerle. Un evento intrigante, drammaturgicamente ineccepibile, nel corso del quale gli attori del Teatro dell'Argine hanno saputo diluire la loro abilità recitativa negli apporti degli allievi occasionali, insegnando certo ma forse anche molto imparando. Un modo per non solo indagare il malessere che avvolge il teatro contemporaneo, ma soprattutto per cercare di leggerlo e così, forse, correggerlo.
 
rumor(s)cena.com
Tommaso Chimenti
In questo grande viaggio, che sa di percorso, di vita, di cammino, di pellegrinaggio reale e metaforico, che sa di avventura e Odissea, di persone venute da lontano oppure di mille passi dentro di noi a scavare, a scalfire le sovrastrutture, a togliere la polvere del creduto a priori, come tanti Dante, ovattati da cuffie che, con suoni ma soprattutto parole antiche, ci conducono, dopo un vialetto-budello, nella grande apertura della vita dove puoi trovare qualsiasi volto, puoi provare qualsiasi esperienza. Lì, davanti all’infinito sei solo e, cosa meravigliosa quanto terribile, puoi scegliere.
Trentasei piccoli palchi, altezza mezzo metro, quattro metri per quattro, danno, in questo grande prato verde celentaniano che sa di campetto ed oratorio da Mazzola e Rivera, il senso della società che lì intorno vive e lavora, vive e partecipa, vive e lotta, vive e ride, vive e fatica, vive e impara l’emiliano e mangia tortellini e ragù indifferentemente da quale Dio preghi. Il pubblico vaga da una visione all’altra ed il dispositivo che abbiamo in dotazione si connette ogni volta alla postazione prescelta e fa partire parole diverse per ogni situazione in un collegamento veloce tra occhi ed orecchie, fermandosi ad osservare questi oltre cento non attori coadiuvati da una ventina (come gli anni dell’Argine; qui niente è casuale) di attori professionisti, tra quelli storici, Micaela Casalboni, Ida Strizzi e Lorenzo Ansaloni per citarne alcuni, o i tanti bravi giovani formatisi negli anni nei loro laboratori, per una grande festa popolare colma di commozione, sentimento, palpitazione.
 
Il Teatro la Città lo Sguardo
Oliviero Ponte di Pino
Il cuore di Le Parole e la Città sembra la dimostrazione dell’inesattezza della celebre frase di Margaret Thatcher «La vera società non esiste: ci sono uomini e donne, e le famiglie». Nel “teatro sociologico” di Andrea Paolucci c’è invece solo la società.
[…] Un affresco composito, una “mappa della società” che esclude i singoli e le famiglie (e per certi aspetti anche la loro “normalità”) per privilegiare le zone di difficoltà, di conflitto, di dialettica e di scambio.
 
Hystrio
Claudia Cannella
[...] Mi è tornato alla mente lo splendido progetto di Balduzzi e Laffi Foresta Bianca, partecipando a quella che per me è stata la più bella e coinvolgente sorpresa teatrale dell’estate, ovvero Le Parole e la Città, lo spettacolo che l’ITC di San Lazzaro di Savena (BO) ha voluto regalarsi per festeggiare i sui prime vent’anni di attività. Ci sono voluti nove mesi per darlo alla luce (e circa 60 mila euro), ma è frutto di una ben più lunga storia col territorio, con le associazioni locali, con i rifugiati politici e gli extracomunitari, con i giovani e le scuole, e più in generale con gli abitanti. L’idea era quella di raccontare la città, quella reale e quella ideale. Hanno chiesto di farlo a circa 120 associazioni, seguendo le lettere dell’alfabeto, un pensiero per ciascuna. Ne hanno selezionate 36 costruendo per ciascuna una microdrammaturgia, agita in scena dagli stessi componenti delle associazioni, recitata in voce dagli attori dell’ITC e ascoltata in cuffia dagli spettatori dotati di un’audioguida (in italiano, inglese, arabo e in due versioni speciali per bambini e non udenti). La scena era il campo da calcio adiacente all’ITC, dove erano state montate 36 piattaforme di legno, piccoli palcoscenici a rappresentare una sorta di città in miniatura, dove il pubblico poteva girovagare liberamente per poi ritrovarsi, alla fine, nel centro del campo allestito come una sorta di agorà dove gli attori dell’ITC tiravano le fila di questo viaggio dalle molte facce e dalle molte storie. Erano quelle di partigiani, migranti, operai, volontari, disoccupati, poliziotti, extracomunitari, architetti, centri di accoglienza laici e religiosi, carcerati, scout, disabili, musicisti, omosessuali, musei, precari, guardie ecologiche, giovani, sportivi, ecc. A monte circa 3000 interviste, per realizzare il progetto circa 150 persone tra attori, drammaturghi, registi, traduttori, scenografi, costumisti, video maker, fotografi, tecnici, organizzatori, e ospiti d’eccezione ogni sera diversi. Un lavoro immenso ed emozionante perché, come Foresta Bianca, realmente condiviso. Un format che sarebbe bello sperimentare in altre città italiane.
 
La quinta parete
Lucia Cominoli
L'Utopia non è sempre un non luogo, a volte essa abita accanto a noi, nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, tra le nostre amicizie e le nostre conoscenze più o meno dirette. Se pensassimo per un attimo di avere carta bianca, di avere la possibilità di ripartire da zero e di costruire insieme nell'arco di una settimana un mondo diverso, proprio così come lo vogliamo, con nuove leggi, voci, abitanti… Da dove mai potremmo cominciare?
Forse non serve andare troppo lontano, basterebbe riportare al centro quello che già esiste e nemmeno si sa, basterebbe farsi cittadini delle proprie città fino a ripensarne dall'interno i vocaboli. Il Teatro dell'Argine lo ha fatto sul serio quest'estate con un progetto lungo un anno, Le parole e la città. Spettacolo itinerante per cento attori e ospiti diversi ogni sera, nato per celebrare i vent'anni di attività della Compagnia attraverso la presenza e le voci delle realtà che hanno contribuito a far crescere non solo il teatro, ma l'intera storia sociale e culturale del capoluogo emiliano, con le loro attività, relazioni e scambi di sapere.

Date

Sette sere, dal 14 al 20 luglio 2014.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202